Vetrine infrante, attrezzature distrutte, medicinali e prodotti sottratti dagli scaffali. In Francia anche le farmacie sono finite nel mirino dei gruppi violenti che sabato 17 ottobre hanno approfittato delle manifestazioni contro il caro vita per saccheggiare e vandalizzare numerosi esercizi commerciali. Come riferisce il Quotidien du pharmacien, a tre giorni dai disordini è ancora in corso la ricognizione delle farmacie danneggiate, mentre le organizzazioni di categoria hanno già avviato contatti con il governo per ottenere misure straordinarie a sostegno dei titolari colpiti.
A Parigi, dove sono scese in piazza circa 110mila persone e gli scontri si sono protratti fino alla notte tra domenica e lunedì, la farmacia Beaurepaire figura tra i primi esercizi attaccati. I vandali hanno distrutto vetrine, casse e computer, compromettendo l’operatività dell’esercizio. Il bilancio complessivo dei danni al commercio francese, secondo una prima stima di Alexandre Bompard, presidente della Fédération du commerce et de la distribution, ammonterebbe a diverse centinaia di milioni di euro.
Per quanto riguarda le farmacie, non è ancora disponibile un censimento nazionale. Fabrice Camaioni, presidente della Fédération des syndicats pharmaceutiques de France (Fspf), ha annunciato di avere avviato una ricognizione degli esercizi colpiti, esprimendo solidarietà ai colleghi e ai loro collaboratori. Analoga iniziativa è stata assunta da Carine Wolf-Thal, presidente dell’Ordine nazionale dei farmacisti, che ha invitato i professionisti a segnalare le aggressioni e i danneggiamenti attraverso l’indirizzo dedicato agression-pharmacien@ordre.pharmacien.fr. L’Ordine ha assicurato il proprio sostegno alle farmacie che incontrano difficoltà nel ripristino dell’attività.
Più articolate le richieste avanzate dall’Union des syndicats de pharmaciens d’officine (Uspo), che ha incontrato d’urgenza il ministro delle Piccole e medie imprese, Serge Papin. Il sindacato ha sollecitato innanzitutto una proroga dei termini per la denuncia dei sinistri e procedure accelerate di istruttoria e liquidazione dei risarcimenti da parte delle compagnie assicurative. Tra le misure proposte figurano inoltre la possibilità per le casse primarie di assicurazione malattia di concedere anticipazioni finanziarie ai farmacisti in attesa degli indennizzi e un alleggerimento degli oneri contributivi per gli esercizi costretti a sospendere l’attività per diversi giorni.
L’Uspo richiama anche l’attenzione sulla particolare vulnerabilità delle farmacie rispetto agli altri negozi. «La farmacia non è un esercizio commerciale come gli altri», sottolinea il sindacato, ricordando che al suo interno sono custoditi medicinali e prodotti sanitari potenzialmente pericolosi, la cui sottrazione o dispersione comporta rischi ulteriori rispetto ai danni patrimoniali. Da qui la richiesta di garantire alle officine una protezione specifica in occasione di manifestazioni e disordini.
Le proteste del 17 ottobre hanno coinvolto, secondo le stime, tra 550mila partecipanti indicati dal ministero dell’Interno e 800mila secondo i sindacati. Al centro delle rivendicazioni, l’aumento dei prezzi dei carburanti, l’inflazione, il peggioramento delle condizioni di vita e le difficoltà dei servizi pubblici. La grande maggioranza dei manifestanti ha sfilato pacificamente, ma le violenze esplose ai margini dei cortei hanno portato, secondo il bilancio riportato dalla stampa francese, a circa 2.400 fermi. Per le farmacie danneggiate si apre ora la fase della quantificazione delle perdite e della verifica dei tempi necessari per tornare operative.