Più autonomia nella scelta dei trattamenti, possibilità di prescrivere farmaci anche a pazienti esclusi per ragioni anagrafiche dagli attuali protocolli e facoltà di intervenire sulle ricette emesse dai medici di medicina generale. Sono alcune delle novità che attendono i farmacisti di comunità inglesi abilitati alla prescrizione indipendente (independent prescribers), secondo quanto anticipato da Nhs England in occasione del Pharmacy Show, tenutosi a Birmingham il 12 ottobre. A riferirlo è il Pharmaceutical Journal, che riporta le dichiarazioni di Kirsty Armstrong, responsabile delle politiche per la strategia clinica della farmacia presso il servizio sanitario inglese.
La principale novità riguarda il superamento di alcuni vincoli previsti dai protocolli di Pharmacy First, il servizio introdotto in Inghilterra nel febbraio 2024 che consente alle farmacie di valutare e trattare sette condizioni cliniche comuni, tra cui mal di gola, sinusite, otite media e infezioni urinarie non complicate. Il servizio si basa su percorsi clinici predefiniti e, per determinati medicinali, su protocolli autorizzativi (Patient group directions, Pgd) che consentono la fornitura di trattamenti anche senza una prescrizione individuale.
Attualmente questi protocolli prevedono limiti di età e altri criteri di eleggibilità. Con il nuovo modello, i farmacisti prescrittori potranno invece esercitare il proprio giudizio clinico anche quando il paziente si colloca leggermente al di fuori delle fasce anagrafiche previste oppure necessita di un medicinale alternativo. Rimarranno comunque alcune limitazioni e, per evitare aspettative eccessive, al pubblico continueranno a essere comunicate le fasce di età ordinarie di accesso ai servizi.
L’ampliamento delle competenze riguarderà anche la gestione delle prescrizioni. Secondo le linee guida preliminari diffuse il 9 ottobre da Community pharmacy England (Cpe), i farmacisti abilitati potranno correggere errori prescrittivi, sincronizzare le ricette e partecipare a programmi locali di ottimizzazione delle terapie. Potranno inoltre sostituire un medicinale prescritto dal medico di medicina generale con un’alternativa, quando questa rappresenti la soluzione clinicamente più appropriata e non siano disponibili altre modalità di sostituzione, come quelle previste dai protocolli per le carenze gravi.
Per Armstrong si tratta di un vero cambiamento culturale. «Come farmacisti abbiamo lavorato per molto tempo sulla base di principi rigidamente definiti. Dobbiamo in qualche modo disimparare alcuni di questi comportamenti», ha osservato. Il farmacista prescrittore dovrà infatti assumersi direttamente la responsabilità della decisione clinica, documentando le ragioni della scelta terapeutica, le condizioni escluse e il percorso seguito nella diagnosi differenziale.
Nhs England ha inoltre illustrato cinque nuovi percorsi prescrittivi destinati ad affiancare quelli già esistenti: spray nasali corticosteroidei per le allergie pediatriche, trattamento dell’otite media negli adulti, terapie topiche per l’acne, trattamento di determinate infezioni cutanee lievi e terapia della scabbia a carico del servizio sanitario. Su quest’ultimo fronte, Armstrong ha richiamato l’aumento dei casi e l’opportunità di migliorare l’accesso alla permetrina nelle aree socialmente più svantaggiate. Ulteriori estensioni riguarderanno la contraccezione, con la possibilità di prescrivere anelli vaginali, cerotti e contraccettivi orali aggiuntivi, e il trattamento dell’emicrania anche nei pazienti privi di una precedente diagnosi.
Il nuovo servizio di prescrizione indipendente nelle farmacie territoriali era stato annunciato nel maggio scorso, nell’ambito del Community Pharmacy Contractual Framework, l’accordo che disciplina attività e finanziamenti delle farmacie convenzionate con il servizio sanitario inglese. Le farmacie potranno aderire progressivamente ai diversi percorsi, cominciando da quelli per i quali dispongono delle competenze necessarie. Un singolo farmacista prescrittore potrà inoltre operare per più farmacie.