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Regno Unito, Christie & Co: tornano a cresce le farmacie in attività

8 Ottobre 2026

Torna a crescere la redditività delle farmacie britanniche e riprende vigore il mercato delle compravendite, sostenuto soprattutto dai nuovi acquirenti e dai piccoli operatori indipendenti. È quanto emerge dal Pharmacy Market Review 2026 di Christie & Co, società di consulenza specializzata nelle transazioni immobiliari e aziendali, i cui risultati sono riportati dalla rivista inglese Chemist & Druggist. Secondo il rapporto, nel 2025 il prezzo medio delle farmacie cedute è aumentato del 4,1%, dopo la flessione del 6,3% registrata nel 2024. E tre operatori su quattro dichiarano di essere interessati ad acquistare o vendere una farmacia nei prossimi anni.

Migliorano anche gli indicatori economici. Il margine lordo medio è salito di 0,7 punti percentuali, raggiungendo il 34,6%, mentre il margine ebitda (risultato operativo lordo prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni) ha toccato l’11,5% nel primo semestre 2026. Christie attribuisce quest’ultimo progresso soprattutto all’incremento dei finanziamenti pubblici previsto dal contratto 2026-2027 per le farmacie territoriali.

Per la prima volta da oltre cinque anni, inoltre, torna ad aumentare il numero degli esercizi attivi nel Regno Unito: nell’ultimo anno il saldo è positivo per 47 farmacie. Particolarmente vivace il segmento delle Distance selling pharmacies (Dsp), le farmacie che dispensano medicinali a distanza, cresciute dell’8,8% anche per effetto delle numerose domande presentate prima dell’entrata in vigore delle restrizioni sui nuovi contratti. Le Dsp registrano in media 10.980 confezioni dispensate al mese, contro le 10.647 delle farmacie aperte 100 ore settimanali e le 9.124 di quelle con apertura di 40 ore.

Sul fronte della proprietà, Boots rimane il maggiore operatore britannico, con 1.734 farmacie, quasi quante ne possiedono complessivamente i cinque concorrenti immediatamente successivi. Le compravendite, tuttavia, sono trainate soprattutto dai piccoli imprenditori: i nuovi entranti rappresentano il 29% delle acquisizioni, gli operatori indipendenti già presenti sul mercato il 33%. Christie segnala inoltre un aumento del 68% delle valutazioni aziendali effettuate nel 2025, mentre quelle finalizzate a operazioni di compravendita sono passate da 37 a 172.

Un contributo importante alla crescita arriva dai servizi. Per il 60% degli intervistati, il principale motore dello sviluppo nel 2025 è stato Pharmacy First, il programma del servizio sanitario inglese che consente ai farmacisti di gestire direttamente alcune patologie comuni secondo protocolli definiti. Seguono, con il 52%, i trattamenti farmacologici per la perdita di peso, che nell’indagine precedente occupavano la prima posizione.

Il miglioramento dei conti non cancella però le preoccupazioni. Il 52% degli intervistati esprime aspettative negative per il settore nel 2026-2027, il 75% nutre scarsa fiducia nella possibilità di ottenere finanziamenti pubblici adeguati, il 91% indica nell’aumento del costo del personale una delle maggiori criticità. Pesano anche le difficoltà di approvvigionamento dei medicinali, segnalate dall’88%, e quelle di reclutamento dei collaboratori, citate dal 56%.

Nonostante queste incertezze, l’interesse degli investitori rimane elevato. Jonathan Board, responsabile del settore farmacia di Christie & Co, osserva che circa il 30% delle transazioni concluse dalla società riguarda nuovi entranti. «Sebbene le condizioni di mercato rimangano difficili» spiega a Chemist & Druggist «molti aspiranti titolari riconoscono che la farmacia indipendente può ancora offrire stabilità nel lungo periodo, autonomia professionale e significative opportunità di crescita». A favorire i nuovi acquirenti, aggiunge, è anche il sostegno di farmacisti imprenditori più esperti, attraverso partnership finanziarie, tutoraggio e assistenza nella gestione delle attività.