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Francia, il fatturato cresce ma le farmacie più piccole soffrono ancora

1 Ottobre 2026

Il fatturato cresce, margini e redditività migliorano e le nuove prestazioni cominciano a produrre ricavi. Ma dietro indicatori apparentemente positivi, la farmacia francese mostra segnali di crescente fragilità: sei esercizi su dieci incontrano difficoltà economiche e tre su dieci versano in condizioni giudicate molto critiche. È il quadro emerso alla Journée de l’économie de l’officine (Jeo) 2026, organizzata il 30 settembre dal Quotidien du Pharmacien, che ha messo a confronto i dati dei principali studi di consulenza contabile del settore.

L’analisi, condotta su 3.176 farmacie, pari al 16% della rete francese, mostra tra 2024 e 2025 un incremento del fatturato del 5%. La media oscilla, a seconda dell’osservatorio, tra 2,39 e 2,66 milioni di euro. A crescere maggiormente sono però le farmacie con ricavi superiori ai 4 milioni e quelle dei centri commerciali (+7%), mentre per gli esercizi più piccoli l’incremento si ferma tra l’1,5 e il 2%.

Ed è proprio il fatturato, avvertono gli esperti, a fornire ormai una rappresentazione poco attendibile della salute dell’impresa. Medicinali rimborsati e onorari di dispensazione rappresentano quasi il 75% delle vendite e comprendono farmaci ad alto costo che gonfiano i ricavi senza produrre un aumento proporzionale della redditività. «È evidente che l’analisi attraverso il prisma del fatturato non significa più molto» ha osservato Bertrand Cadillon, responsabile Farmacia di Fiducial. Integratori e dispositivi medici, Otc e parafarmaco, che valgono complessivamente circa il 20%, crescono invece mediamente del 4-5%.

Anche il margine lordo migliora, dall’1,5 al 3,9% secondo i diversi osservatori, ma in valore assoluto l’incremento rimane contenuto: da 10mila a 26mila euro per farmacia. Segno positivo anche per l’Ebitda, che guadagna tra 9mila e 12mila euro, favorito dal contenimento dei costi esterni e del personale. Quest’ultimo continua tuttavia ad assorbire poco meno del 40% del margine lordo, anche per l’elevato livello di qualificazione richiesto agli addetti.

Per il 2026 le prime indicazioni restano favorevoli. Gli onorari di dispensazione arretrano dell’1%, circa 1.550 euro per farmacia, mentre i ricavi generati dalle nuove missioni aumentano del 7,82%, ossia di oltre 6.100 euro. Secondo gli esperti, i farmacisti stanno progressivamente facendo proprie queste attività, sostenuti anche dall’evoluzione dei gestionali.

Il dato più preoccupante riguarda però la struttura della rete. In dieci anni la Francia ha perso il 10% delle farmacie e attualmente le chiusure viaggiano intorno alle 300 all’anno. Una contrazione che, insieme ai farmaci costosi, contribuisce meccanicamente ad aumentare il fatturato medio degli esercizi rimasti. Secondo gli esperti intervenuti alla JEO, soltanto il 40% delle farmacie può essere considerato in buona salute, mentre il 60% incontra difficoltà, gravi per circa la metà di queste.

La fragilità si concentra soprattutto sugli esercizi più piccoli: otto-nove farmacie chiuse su dieci fatturavano meno di 1,8 milioni di euro. Ne deriva una crescente spinta alle aggregazioni per raggiungere dimensioni economicamente sostenibili. E, avvertono gli esperti, anche un altro rischio: l’aumento dei prezzi di cessione potrebbe rendere più difficile l’acquisto delle farmacie da parte dei singoli professionisti, aprendo maggiori spazi all’ingresso di fondi d’investimento nel capitale delle officine.