Il Belgio rinvia di tre mesi la dispensazione degli antibiotici in dosi unitarie: il nuovo sistema, che avrebbe dovuto debuttare il 1° ottobre, entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. A darne notizia è la rivista Le Pharmacien: lo slittamento è stato chiesto dall’Association pharmaceutique belge (Apb), la principale organizzazione professionale dei farmacisti belgi, per consentire di sciogliere gli ultimi nodi applicativi e, soprattutto, adeguare e testare i software utilizzati dalle farmacie per dispensazione e tariffazione.
La riforma prevede che, per gli antibiotici orali solidi, al paziente venga fornita la quantità corrispondente alla durata effettiva della terapia anziché necessariamente una confezione intera. Il principio, tuttavia, non è quello di aprire sistematicamente ogni scatola: quando esiste in commercio un confezionamento corrispondente alla terapia prescritta, il farmacista utilizzerà quello; soltanto in assenza di una confezione adeguata preleverà il numero di compresse o capsule necessario e lo riconfezionerà.
Il rinvio rappresenta l’ultima tappa di un percorso avviato da tempo. La dispensazione commisurata alla durata della terapia è infatti una delle misure inserite nel piano nazionale belga contro l’antimicrobico-resistenza (Amr) e poi ripresa nell’accordo del governo federale. L’obiettivo è ridurre le quantità di antibiotici inutilizzate che rimangono nelle case, limitando così il rischio di automedicazione e consumo inappropriato. Il nuovo Piano d’azione nazionale One Health 2026-2030 ha confermato la necessità di adeguare il quadro legislativo per consentire prescrizione, tariffazione e dispensazione per unità degli antibiotici orali solidi.
Nei mesi scorsi erano stati definiti anche i meccanismi economici della riforma. La tariffazione non sarà più imperniata sulla confezione: per tutti gli antibiotici è previsto un onorario per trattamento di durata non superiore a un mese, mentre il prezzo del farmaco sarà calcolato per unità sulla base del prezzo della confezione più grande disponibile. Nei casi in cui occorra effettivamente aprire la confezione e preparare la quantità prescritta – stimati in circa un quarto delle dispensazioni – è prevista inoltre una remunerazione per le attività tecniche e amministrative aggiuntive svolte dal farmacista. Per questa voce l’Istituto nazionale di assicurazione malattia-invalidità (Inami) aveva quantificato un investimento complessivo di 3,3 milioni di euro.
Il sistema richiederà anche prescrizioni più precise: principio attivo, forma farmaceutica, dosaggio, posologia e durata della terapia dovranno consentire di individuare senza ambiguità il quantitativo necessario. Le regole belghe già prevedono, per gli antibiotici destinati a trattamenti acuti, che anche una prescrizione per marca possa essere gestita secondo le norme della denominazione comune internazionale (Dci), con dispensazione di una delle specialità appartenenti al gruppo dei medicinali meno costosi, salvo specifiche eccezioni cliniche.
È proprio sul passaggio dalla disciplina alla pratica che sono però emerse le difficoltà. «Sul campo, il nuovo dispositivo solleva ancora numerosi interrogativi», ha spiegato l’Apb a Le Pharmacien. In particolare, i programmi di tariffazione delle farmacie devono essere modificati e, secondo il ministero, i fornitori non hanno avuto tempo sufficiente per completare e collaudare gli aggiornamenti. I tre mesi guadagnati, osserva l’associazione, serviranno quindi «a chiarire gli ultimi punti del nuovo dispositivo» e a dare a farmacisti, software house e altri soggetti coinvolti il tempo necessario per arrivare preparati all’appuntamento del 1° gennaio.