Madrid accelera sull’assistenza farmaceutica domiciliare (Afd), con l’obiettivo di arrivare all’approvazione del decreto attuativo entro la fine dell’anno. Nei giorni scorsi il Consiglio di governo della Comunità autonoma ha autorizzato la richiesta del parere alla Comisión jurídica asesora, un’ulteriore tappa verso la concretizzazione di una misura già prevista dalla legge regionale sull’ordinamento farmaceutico del 2022. Il calendario tuttavia, come riferisce la testata Correo Farmacéutico, si è allungato: inizialmente l’entrata in vigore era attesa nel primo semestre del 2026.
Il servizio non sarà rivolto indistintamente a tutti gli assistiti. La legge madrilena circoscrive l’Afd alle persone in condizione di dipendenza o disabilità, con perdita dell’autonomia funzionale e difficoltà o impossibilità a raggiungere la farmacia scelta dal paziente. La dispensazione con consegna informata a domicilio dovrà mantenere le stesse garanzie di qualità e controllo previste in farmacia: l’atto professionale, il monitoraggio della terapia e dell’aderenza restano in capo al farmacista, mentre la consegna dovrà essere effettuata da personale qualificato della farmacia senza compromettere integrità e conservazione dei medicinali. La consegna, inoltre, non potrà comportare maggiorazioni del prezzo del farmaco o del dispositivo sanitario.
Come sottolinea Correo Farmacéutico, quindi, l’Afd madrilena vuole essere qualcosa di diverso da un semplice delivery. «Deve preservare la vera natura dell’assistenza farmaceutica: una prestazione sanitaria professionale, di prossimità e personalizzata» ha spiegato Manuel Martínez del Peral, presidente del Colegio Oficial de Farmacéuticos de Madrid (Cofm). I farmacisti, ha aggiunto, «sono pronti ad assumersi questa responsabilità con tutte le garanzie professionali e sanitarie».
Per le farmacie che intendono offrire il servizio è prevista un’apposita abilitazione. Resta invece da definire il nodo della remunerazione: il decreto disciplina il quadro generale dell’Afd, mentre un compenso è già contemplato in programmi sociosanitari specifici come «Pueblos con Vida», nel quale l’assistenza domiciliare figura tra i servizi professionali messi a disposizione delle aree rurali.
Il provvedimento ha alle spalle un iter piuttosto lungo. La consultazione pubblica sul decreto attuativo della legge 13/2022 risale al luglio-agosto 2024; il testo è poi passato all’audizione pubblica tra il 29 luglio e il 19 agosto 2025. Sono seguiti i pareri tecnici: quello della Segreteria generale tecnica della Consejería de Sanidad è dell’8 maggio 2026, mentre quello dell’Avvocatura regionale è datato 24 giugno. Il progetto dedica all’assistenza domiciliare e alla dispensazione con consegna informata un intero capitolo.
Madrid, peraltro, non si muove da sola. In Galizia la legge 3/2019 consente già, in via eccezionale, la consegna informata a domicilio a pazienti residenti in zone rurali isolate o non autosufficienti, con perdita di autonomia e necessità assistenziali legate a patologie croniche; nel luglio 2025 la Xunta ha pubblicato il progetto di decreto destinato a disciplinarne nel dettaglio l’attuazione, comprendendo medicinali, dispositivi e prodotti dietetici prescritti. La regione della Rioja ha fatto un passo ulteriore con la legge 7/2025, che consente alle farmacie, previa dichiarazione responsabile, la consegna domiciliare di medicinali, alimenti a fini medici speciali e dispositivi sanitari, demandando a un protocollo regionale la disciplina operativa. Nella Comunità valenciana, infine, la normativa ammette la consegna informata da parte delle farmacie in circostanze più ristrette: per i residenti nei comuni riconosciuti a rischio di spopolamento e, temporaneamente, nelle aree colpite da catastrofi o emergenze. Ne emerge un quadro ancora frammentato, tanto che il Consejo General de Colegios Oficiales de Farmacéuticos ha chiesto una cornice minima nazionale che assicuri criteri omogenei, presenza professionale del farmacista e priorità ai pazienti vulnerabili.