In Francia anche i groupement – le reti di farmacie indipendenti che per i loro affiliati curano acquisti e negoziazioni con l’industria, ma anche servizi, marketing e strategie commerciali – saranno chiamati a contribuire al risanamento dei conti della sanità francese. È una delle novità di maggiore interesse per l’officina contenute nel Plfss 2027, il Projet de loi de financement de la Sécurité sociale, ossia la legge annuale con cui la Francia programma entrate e spese della Sécurité sociale, il sistema pubblico di protezione sociale che comprende la sanità. Come riferisce il Quotidien du pharmacien, il progetto presentato dal governo prevede di ricavare dai groupement circa 100 milioni di euro, nell’ambito delle misure dirette a ridurre il deficit del ramo malattia da 12,5 a 7,8 miliardi.
I groupement sono un modello molto diffuso in Francia e che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nei rapporti economici tra industria e officina. Proprio questi flussi erano finiti sotto la lente dell’Inspection générale des finances (Igf) e dell’Inspection générale des affaires sociales (Igas), le due strutture ispettive dello Stato francese competenti rispettivamente per le finanze pubbliche e le politiche sociali. Anche l’Assurance maladie aveva proposto di chiarire il ruolo economico dei groupement e rendere più trasparenti i flussi finanziari che li riguardano.
La misura inserita nel Plfss si colloca in questa scia: la contribuzione dovrebbe colpire in particolare i groupement che fungono da intermediari tra industrie e farmacisti, accompagnandosi a maggiori obblighi di trasparenza e controllo deontologico sui rapporti con le farmacie. Secondo il ministero della Salute, l’obiettivo è individuare con maggiore precisione chi partecipa alla «catena del valore del farmaco», salvaguardando al tempo stesso le farmacie e la loro capacità di garantire dispensazione e accesso alle cure sull’intero territorio.
Il capitolo farmaceutico del Plfss 2027 non si ferma però ai groupement. Sui medicinali il governo punta a 3 miliardi di euro di ulteriori risparmi: 1,7 miliardi dovrebbero arrivare dalla contribuzione aggiuntiva che dal 2026 ha sostituito il gettito della clause de sauvegarde, il meccanismo di payback che chiama le aziende a restituire risorse quando la spesa supera determinati limiti. Altri 1,3 miliardi arriveranno dai tagli ai prezzi, 100 milioni in meno rispetto al 2026. Una relativa stabilizzazione motivata con l’esigenza di offrire all’industria maggiore prevedibilità e favorire l’arrivo delle innovazioni. Su questa linea si colloca anche il nuovo accordo quadro sui prezzi firmato il 28 settembre tra il Comité économique des produits de santé (Ceps) e le organizzazioni dell’industria farmaceutica.
Tra le altre misure compare poi la creazione di uno status giuridico specifico per gli antibiotici, con un sistema di compensazioni finanziarie destinato a garantirne la disponibilità sganciando almeno in parte la remunerazione dai volumi venduti. Prevista anche una nuova contribuzione a carico dei produttori di dispositivi medici.
Sul versante dei servizi, infine, il progetto punta ad ampliare la copertura vaccinale consentendo ai laboratori di biologia medica di detenere scorte di vaccini e quindi ai professionisti abilitati di somministrarli direttamente in sede.