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Glp-1, farmacie nel mirino per irregolarità o promozioni non consentite

7 Ottobre 2026

La forte domanda di farmaci per la perdita di peso, a partire dagli agonisti del recettore Glp-1, continua a tenere alta l’attenzione delle autorità regolatorie britanniche sulle modalità con cui questi medicinali vengono prescritti, dispensati e pubblicizzati. Nelle ultime settimane, riferisce la rivista britannica Chemist+Druggist, il General pharmaceutical council (GPhC, l’autorità disciplinare competente per farmacisti e farmacie) è intervenuto su due importanti operatori online, mentre la Medicines and healthcare products regulatory agency (Mhra, l’Aifa britannica) ha ottenuto la modifica di campagne pubblicitarie promosse da nove farmacie, online e fisiche.

Nel primo caso sotto esame sono finite Voy e Bolt Pharmacy, che in due ispezioni condotte rispettivamente l’11 agosto e il 28 luglio non hanno soddisfatto una parte degli standard fissati dal GPhC. Per Voy, in particolare, il regolatore ha rilevato che, nonostante un precedente piano di miglioramento, la farmacia non era ancora in grado di dimostrare che tutti i prescrittori verificassero in modo indipendente le informazioni fornite dai pazienti che richiedono trattamenti per il controllo del peso.

Un secondo rilievo riguarda la pubblicità dei Pom (Prescription-only medicines, medicinali soggetti a prescrizione), che nel Regno Unito non possono essere promossi direttamente al pubblico. Secondo il GPhC, Voy avrebbe continuato a pubblicizzarli nonostante le indicazioni contrarie già ricevute dalle autorità competenti. Il regolatore ha inoltre contestato la presenza sul sito di incentivi potenzialmente in grado di incoraggiare l’impiego dei medicinali dimagranti: tra questi, uno sconto sul primo mese di trattamento con un Pom di recente autorizzazione, pur subordinato alla valutazione clinica e alla decisione di un prescrittore indipendente.

Il provvedimento notificato a Voy l’11 settembre chiedeva quindi alla società di assicurare la verifica indipendente delle informazioni fornite dai pazienti, adeguare alle norme tutti i contenuti promozionali online e offline e rispondere alle contestazioni dell’Asa (Advertising standards authority, autorità di controllo della pubblicità) e del Cap (Committee of advertising practice, organismo che definisce i codici della pubblicità britannica). Il direttore medico di Voy, Earim Chaudry, ha assicurato che l’azienda collabora stabilmente con il GPhC e che ha lavorato «in modo costruttivo» sui rilievi ricevuti, riguardanti principalmente la pubblicità.

Per Bolt Pharmacy, invece, il GPhC ha rilevato carenze sia nei controlli sul marketing sia nelle procedure cliniche. Secondo il rapporto ispettivo, sito e social media non rispettavano sempre le indicazioni di Mhra e Asa e la farmacia non dimostrava di verificare sistematicamente in modo indipendente peso, altezza o Bmi dichiarati dai pazienti nei questionari online. L’eccessivo affidamento su informazioni e immagini inviate dagli stessi utenti, secondo il regolatore, non offriva sufficienti garanzie sulla loro effettiva idoneità clinica al trattamento.

Tra i 14 interventi indicati da Bolt nel proprio piano di miglioramento figura l’adozione di Gp Connect, sistema che consente di confrontare altezza, peso, Bmi, storia clinica e terapie dichiarate con i dati aggiornati contenuti nella cartella del medico curante. La società ha inoltre previsto una revisione completa di sito, social media e pubblicità degli affiliati per eliminare o correggere riferimenti ai Pom e messaggi promozionali o di prezzo non conformi.

Anche la MHRA è intervenuta sul fronte pubblicitario. Sempre secondo Chemist+Druggist, nove farmacie hanno modificato i propri messaggi dopo l’intervento dell’Agenzia. Le contestazioni hanno riguardato manifesti esposti nelle sedi di Peak Pharmacy Chellaston e Birchall & Haydock Pharmacy, email promozionali diffuse da Mayfair Weight Loss Clinic, Oushk Pharmacy, Simple Online Pharmacy e The Family Chemist e, infine, email e homepage dei siti di Pharmacy Online, The Virtual Slimming Clinic e Curate Health.

La Mhra ha ricordato che la normativa britannica vieta qualsiasi pubblicità rivolta al pubblico che possa indurre all’utilizzo di un medicinale soggetto a prescrizione. Il divieto comprende anche i riferimenti indiretti alle «iniezioni per dimagrire» o ai farmaci Glp-1 e riguarda le comunicazioni promozionali inviate tramite email o Sms. Non è sufficiente, inoltre, che il destinatario sia già cliente della farmacia, abbia precedentemente manifestato interesse per il servizio oppure abbia già ricevuto in passato la prescrizione del medicinale.