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Inghilterra, governo al lavoro per nuove regole sulla sostituibilità in farmacia

21 Ottobre 2026

In Inghilterra il governo si prepara a introdurre nuove disposizioni per consentire ai farmacisti di dispensare medicinali con dosaggi o formulazioni differenti da quelli prescritti quando il prodotto richiesto non è disponibile. La conferma arriva dal Department of health and social care (Dhsc, ministero della Salute e dell’assistenza sociale), che al Pharmaceutical Journal ha annunciato per le prossime settimane la presentazione delle decisioni dell’esecutivo. La misura punta a ridurre i disagi provocati dalle carenze, evitando ai pazienti di dover tornare dal medico per ottenere una nuova prescrizione.

L’annuncio segue la pubblicazione, il 15 ottobre, di un rapporto dell’All Party Parliamentary Group on Pharmacy (Appg, gruppo parlamentare sulla farmacia), che sollecita il governo ad accelerare l’introduzione delle nuove flessibilità. La consultazione pubblica sull’argomento si è chiusa nel dicembre 2025, ma a quasi un anno di distanza il ministero non ne ha ancora pubblicato gli esiti.

Le modifiche richieste consentirebbero ai farmacisti, in determinate circostanze e secondo criteri da definire, di sostituire il medicinale prescritto con una diversa formulazione o concentrazione. Una possibilità che attualmente non è riconosciuta alla maggioranza dei farmacisti territoriali inglesi, privi dell’abilitazione alla prescrizione autonoma.

Nel dettaglio, le flessibilità allo studio consentirebbero ai farmacisti di sostituire il dosaggio del medicinale prescritto, per esempio dispensando due compresse da 5 mg anziché una da 10 mg, oppure di fornire una diversa formulazione dello stesso principio attivo, purché clinicamente appropriata. Secondo la proposta sottoposta a consultazione, la sostituzione sarebbe ammessa soltanto in situazioni di urgenza, quando non sia possibile reperire tempestivamente il prodotto prescritto, e a condizione di mantenere invariati principio attivo, dose complessiva, schema posologico e durata della terapia. Resterebbero generalmente escluse le carenze gravi già gestite attraverso specifici provvedimenti nazionali, salvo eccezioni autorizzate. Non sarebbe invece consentita la sostituzione automatica di un medicinale di marca con un equivalente. Si tratta, in ogni caso, di ipotesi ancora in attesa delle decisioni definitive del governo.

«Per il paziente in attesa al banco e per il farmacista impegnato al telefono a cercare scorte, è cambiato troppo poco», ha osservato Sadik Al-Hassan, deputato laburista e presidente dell’Appg. Secondo il parlamentare, procedere con le modifiche normative rappresenta l’intervento più rapido che il governo possa adottare per alleviare le conseguenze delle carenze.