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Tra le farmacie inglesi frenano le chiusure ma si allargano gli e-commerce

23 Ottobre 2026

In 12 mesi, tra aprile 2025 e marzo 2026, il numero complessivo delle farmacie convenzionate con il servizio sanitario nazionale (Nhs, National health service) è sceso di 19 unità, mentre il totle degli esercizi autorizzati alla vendita a distanza (cioè le farmacie online) sono aumentate di 36, il maggiore incremento registrato negli ultimi cinque anni. È quanto emerge dal rapporto annuale pubblicato il 15 ottobre dalla Nhs Business Services Authority (Nhsbsa, l’ente che gestisce i servizi amministrativi e i pagamenti del sistema sanitario inglese).

I dati, ripresi dal Pharmaceutical Journal, dicono che al 31 marzo 2026 le farmacie convenzionate attive in Inghilterra erano 10.388, contro le 10.407 dell’anno precedente. Il saldo negativo appare decisamente più contenuto rispetto agli ultimi esercizi: nel 2024/2025 la rete aveva perso 91 farmacie, nel 2023/2024 addirittura 507, mentre le diminuzioni erano state rispettivamente di 95 e 65 unità nei due anni precedenti. La contrazione della rete fisica, tuttavia, prosegue: sottraendo dal saldo complessivo l’incremento delle farmacie online, emerge infatti che nell’ultimo esercizio gli esercizi tradizionali hanno registrato una perdita netta di 55 unità.

La crescita delle cosiddette distance-selling pharmacies (Dsp, farmacie che operano a distanza) arriva dopo un’impennata delle richieste di autorizzazione registrata nel giugno 2025, quando Nhs England aveva ricevuto 206 domande per l’apertura di nuovi esercizi online, con un incremento del 3.333% rispetto al mese precedente. A provocare la corsa alle autorizzazioni era stato l’annuncio, con appena tre settimane di preavviso, della chiusura del mercato ai nuovi ingressi in questa categoria.

Nel frattempo, continua a crescere il volume delle prestazioni erogate dalla rete convenzionata. Nell’esercizio 2025/2026 le farmacie inglesi hanno dispensato 1,19 miliardi di confezioni o unità prescritte, confermando una progressione costante dal 2020/2021. Nello stesso periodo hanno effettuato 4,61 milioni di vaccinazioni antinfluenzali, 12 milioni di consultazioni nell’ambito del New medicine service (Nms, servizio di assistenza ai pazienti che iniziano una nuova terapia farmacologica), tra interventi iniziali e successivi controlli, e 109mila revisioni sull’utilizzo dei dispositivi medici.

Il rallentamento delle chiusure era stato sottolineato anche dalla sottosegretaria alla sanità con delega alle farmacie, Diana Johnson, intervenuta il 27 settembre al congresso del Partito laburista a Liverpool. «Abbiamo registrato una diminuzione delle chiusure ed è un segnale positivo», aveva dichiarato. «Naturalmente non vorrei vedere chiudere nessuna farmacia, ma il rallentamento è importante».

Di diverso avviso Henry Gregg, amministratore delegato della National pharmacy association (Npa, associazione nazionale delle farmacie), che in una dichiarazione rilasciata il 16 ottobre al Pharmaceutical Journal ha invitato a distinguere tra rete fisica e operatori online. «Le farmacie che operano a distanza svolgono un ruolo importante nell’erogazione di alcuni servizi del Nhs», ha osservato, «ma è fuorviante includerle quando si cerca di valutare l’attuale sostenibilità della rete delle farmacie tradizionali».

Secondo Gregg, il numero di farmacie sceso ai minimi storici è la conseguenza di anni di sottofinanziamento. E sebbene il governo abbia già disposto due incrementi delle risorse destinate al settore, le difficoltà economiche rimangono significative. «Non possiamo accettare che la chiusura netta delle farmacie dalle quali dipendono i pazienti diventi una sorta di nuova normalità per il nostro servizio sanitario», ha dichiarato.