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Farmaci per dimagrire, in UK un paziente su sei evita la farmacia sotto casa

4 Novembre 2026

Un paziente su sei evita di ritirare i farmaci per dimagrire nella farmacia vicino a casa per timore che qualcuno scopra che li utilizza. È quanto emerge da un sondaggio condotto in Gran Bretagna da LloydsPharmacy Online Doctor su duemila adulti che assumono, hanno assunto in passato o stanno valutando di utilizzare medicinali per il controllo del peso. Secondo la ricerca, riportata dalla rivista britannica Chemist&Druggist, il 16% degli intervistati ha dichiarato di aver evitato la propria farmacia abituale per nascondere il ricorso a questi trattamenti.

Il fenomeno è legato allo stigma sociale che ancora accompagna l’impiego dei farmaci per perdere peso, in particolare quelli della classe degli agonisti del recettore Glp-1 (glucagon-like peptide-1). L’83% degli intervistati ritiene infatti che il ricorso a queste terapie sia oggetto di pregiudizi e il 56% afferma che tale percezione ha influenzato direttamente le modalità con cui accede ai trattamenti e li utilizza.

Le conseguenze riguardano anche il rapporto con i professionisti sanitari. Il 15% degli intervistati dichiara di aver rinviato la richiesta di assistenza medica per imbarazzo, mentre il 14% ha preferito farsi recapitare i medicinali a un indirizzo diverso da quello abituale. Un quarto ammette di aver mentito sui metodi utilizzati per dimagrire e il 51% tiene nascosto il ricorso ai farmaci alla maggior parte delle persone care.

Il sondaggio ha indagato anche le circostanze nelle quali l’impiego di medicinali per la perdita di peso viene considerato socialmente accettabile. Il 38% degli intervistati ritiene giustificato il trattamento quando il peso corporeo è fonte di imbarazzo pubblico, mentre il 49% lo considera appropriato dopo tentativi infruttuosi di dimagrire attraverso dieta ed esercizio fisico. La percentuale sale al 56% quando l’obiettivo è affrontare un rischio per la salute già presente e al 61% quando si tratta di prevenire problemi sanitari a lungo termine.

Secondo Mitra Dutt, direttore medico associato di LloydsPharmacy Online Doctor, i risultati mostrano come una quota significativa di persone percepisca uno stigma sociale associato ai trattamenti farmacologici per il peso. Una percezione che «condiziona le decisioni su come e dove cercare assistenza» e spinge molti pazienti a nascondere la terapia anche alle persone più vicine.

Dutt sottolinea che i problemi di peso possono avere conseguenze sulla salute a lungo termine e favorire l’insorgenza di altre patologie. Per questo, osserva, lo stigma non deve scoraggiare il ricorso a professionisti sanitari qualificati: una consulenza personalizzata è essenziale sia per migliorare le probabilità di successo del trattamento sia per garantirne la sicurezza.

I risultati arrivano mentre nel Regno Unito prosegue il confronto sull’accesso alle terapie per l’obesità. Di recente, la Commissione Sanità e Assistenza sociale della Camera dei Comuni ha sollecitato una revisione radicale dell’approccio pubblico alla gestione del peso. Parallelamente, una ricerca dell’Association of the British Pharmaceutical Industry, l’associazione dell’industria farmaceutica britannica, ha rilevato forti differenze nell’accesso ai medicinali per dimagrire tra le diverse aree del servizio sanitario scozzese, non interamente spiegabili con le caratteristiche demografiche delle popolazioni assistite.