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Germania, deroga sul prezzo minimo incentiva importazioni e aumenti

31 Agosto 2023

Effetto boomerang per le casse della sanità tedesca dalla norma che ha escluso dalle gare di acquisto al prezzo minimo delle casse mutua alcune categorie di farmaci pediatrici: la misura, varata dal governo tra febbraio e aprile e rinnovata a giugno, doveva contrastare le carenze di medicinali che continuano ad affliggere il mercato interno ma sta costringendo le assicurazioni a rimborsare specialità d’importazione dai prezzi anche cinque volte superiori a quelli dei generici di riferimento.

A rivelare il pasticcio è un articolo della rivista specializzata Apotheke Adhoc: a giugno , in sintesi, il Governo ha varato una disposizione che impone alle “Kranken kasse” di rimborsare i farmaci pediatrici anche quando il prezzo non è allineato a quello minimo fissato dall’assicurazione stessa. La deroga si applica sino a fine anno e riguarda soltanto alcune sostanze: amoxicillina (polvere per sospensione orale), cefalosporine (polvere e granuli per sospensione orale), macrolidi (polvere e granuli per sospensione orale), fenossimetilpenicillina (polvere e granuli per sospensione orale), sulfametossazolo e trimetoprim (sospensione orale), ibuprofene (sciroppo, sospensione orale), paracetamolo (sciroppo, soluzione orale e supposte).

L’obiettivo della disposizione era quello di incentivare le aziende produttrici a rifornire il mercato tedesco e contrastare quindi le forniture a singhiozzo di sciroppi e antibiotici che dall’anno scorso contraddistinguono il mercato tedesco. Il fatto però è che – almeno al momento – il sistema si sta rivelando pesante per le casse mutua. Apotheke Adhoc cita il caso dell’Amoxiclav del produttore indiano Aurobindo: d’importazione, la scatola da 100 ml 250/62,5 mg costa 108,50 euro, a fronte dei 31,78 della versione generica di un produttore tedesco. La versione locale da 400/57 mg costa 21,67 euro in flacone da 75 ml, contro i 46,33 euro dell’equivalente importato.

Non solo: le importazioni aprono il mercato tedesco anche a farmaci per i quali non esiste un equivalente locale: Puren, per esempio, ha rifornito il Paese tedesco di oltre 53mila sciroppi a base di amoxicillina, che non hanno un corrispondente locale. La cosa, scrive Apotheke Adohoc, comporta qualche problema con i codici a barre e anche nell’uso del prodotto, dato che manca il misurino di cui sono abitualmente fornite le confezioni commercializzate sul territorio tedesco. Molte farmacie hanno ovviato al problema facendosi carico direttamente della miscelazione dello sciroppo prima della vendita, senza badare troppo al lavoro aggiuntivo che ne consegue. Sul mercato tedesco non si trova più uno sciroppo all’amoxicillina, ha commentato un farmacista tedesco alla rivista, meglio un’incombenza in più d+che dovr dire di no a una mamma.