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In Belgio la galenica aiuta i pazienti a lasciare le cure con benzodiazepine

3 Febbraio 2023

La farmacia del territorio si apre alla farmacia clinica. È lo slogan con cui, in Belgio, la stampa di settore ha accolto l’avvio dall’inizio del mese di un nuovo servizio diretto alla disassuefazione da farmaci contro l’insonnia. Il target è rappresentato dai pazienti che assumono da almeno tre mesi benzodiazepine o farmaci Z per curare l’insonnia (con una posologia massima di tre dosi giornaliere) e vogliono smettere.

Il servizio affida alla farmacia il compito di accompagnare l’assistito nel percorso di uscita con due colloqui (il primo alla richiesta dell’interessato, l’altro al termine) e di allestire i farmaci galenici per la disassuefazione secondo schemi personalizzati (per esempio, cinque periodi della durata di un mese ciascuno con riduzione del 20% delle dosi). Alla prescrizione provvede il medico curante, che partecipa al percorso, e in caso di difficoltà è sempre possibile allungare i periodi oppure sospendere il programma.

Il paziente, come spiega la rivista belga Le Pharmacien, continua ad acquistare le sue benzodiazepine o farmaci Z e la farmacia viene rimborsata per i colloqui e le preparazioni galeniche. Il servizio si protrarrà per un anno in forma sperimentale, quindi sulla base dei risultati si deciderà se rinnovarlo. E se finanziarlo adeguatamente: al momento, infatti, il budget stanziato ammonta a 150mila euro per la presa in carico di 1.500 pazienti, il che significa una remunerazione (alle farmacie) di 100 euro a paziente. Ma in Belgio gli assistiti che assumono benzodiazepine si aggirano attorno ai 200mila.

«Perché il servizio funzioni» commenta il presidente dell’Apb (la Federfarma belga) Nicolas Echement «occorre che il tandem medico-farmacista lavori all’unisono e che i curanti siano informati di tale possibilità». A tale scopo, sono previsti programmi di formazione sviluppati in sinergia dalle Società scientifiche dei farmacisti e dei medici di famiglia.

Secondo un’indagine condotta dal Famhp (l’Aifa belga) nel 2020, il 75% dei pazienti che usano benzodiazepine e sostanze correlate contro i disturbi del sonno desidera interrompere il trattamento e il 67% ha provato a farlo ma senza successo. La maggior parte dei pazienti, inoltre, ne fa un uso improprio. «Molte persone soffrono di dipendenza da benzodiazepine» ricorda Echement «con questo progetto tocchiamo solo la punta dell’iceberg, ma l’idea è di offrire a tutti la possibilità di chiedere aiuto».

All’orizzonte c’è l’avvio di un altro servizio di grande valore per le farmacie belghe, quello sulla revisione dei farmaci. La partenza del progetto sulla disassuefazione da benzodiazepine, tuttavia, ha convinto l’Apb a rinviare di qualche mese il via. «Da due anni sviluppiamo nuovi servizi e nuove attività per il farmacista» osserva Echement «ora vogliamo rallentare per dare ai nostri colleghi il tempo di metterli in atto nelle loro farmacie in modo sereno, senza fretta». Una celta legata anche alla penuria di collaboratori che si avverte anche nelle farmacie belghe: «Il farmacista titolare» conclude il presidente dell’Apb «ha bisogno di tempo, di personale, e di non perdere tempo a cercare soluzioni per indisponibilità e colli di bottiglia nelle forniture. La soluzione non è a portata di mano».