Sempre più giovani tra i farmacisti francesi, con la professione che continua ad attrarre nuovi laureati. Ma dall’altra parte le farmacie continuano a calare, i titolari sono sempre di meno e la rete fa sempre più fatica a garantire la copertura delle aree interne. È il quadro che emerge dal rapporto demografico 2025 dell’Ordine dei farmacisti francese, presentato nei giorni scorsi e aggiornato al 1° gennaio 2026.
Secondo il dossier, in Francia risultano iscritti all’Ordine 75.731 farmacisti, con una crescita dello 0,9% rispetto al 2024 e del 3,2% nell’ultimo decennio. L’incremento è particolarmente evidente dal 2022 in avanti, periodo nel quale gli iscritti sono aumentati di circa il 2%.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il progressivo ringiovanimento della professione. I farmacisti con meno di 40 anni rappresentano oggi il 32,6% degli iscritti, contro il 23,5% di dieci anni fa, mentre l’età mediana si attesta a 45 anni. Resta inoltre marcata la prevalenza femminile: le donne costituiscono il 67,6% della categoria, gli uomini il 32,4%.
Accanto a questa tendenza emerge però un fenomeno opposto: cresce il numero dei professionisti che rinviano il pensionamento. Gli over 66 rappresentano infatti il 6,2% degli iscritti, una quota doppia rispetto a quella registrata dieci anni fa. Tra le ragioni indicate dall’Ordine figurano le difficoltà di cessione delle farmacie, la carenza di sostituti in alcuni settori e, più semplicemente, la volontà di proseguire l’attività professionale anche oltre l’età pensionabile.
Sul fronte della rete territoriale continua invece l’erosione del numero delle farmacie. Nel 2025 sono state registrate 245 chiusure. In 16 casi la cessazione ha creato problemi di accessibilità al servizio farmaceutico, mentre 85 chiusure hanno avuto ripercussioni occupazionali sui farmacisti collaboratori. La maggior parte delle farmacie che hanno cessato l’attività aveva un fatturato compreso tra 500mila e un milione di euro, ma non sono mancate chiusure anche tra esercizi con volumi d’affari superiori ai due milioni.
A inizio 2026 le farmacie francesi risultano complessivamente 19.990, di cui 19.381 nella Francia metropolitana, pari a 29 esercizi ogni 100mila abitanti contro i 30 dell’anno precedente. L’organico medio è composto da 1,2 titolari e 1,4 farmacisti collaboratori per farmacia.
La farmacia territoriale si conferma comunque il principale sbocco professionale per i neolaureati. Nel 2025 il 71% delle prime iscrizioni all’Ordine ha riguardato la sezione D, che comprende i farmacisti collaboratori di farmacia (equivalenti ai farmacisti dipendenti o collaboratori italiani). Molto più contenute le nuove iscrizioni nella sezione A, riservata ai farmacisti titolari di farmacia.
Complessivamente, l’Ordine conta 23.947 titolari (31,6% degli iscritti) e 30.691 collaboratori (40,3%). Il confronto storico evidenzia però una trasformazione significativa: nell’ultimo decennio i titolari sono diminuiti dell’11,6%, mentre i collaboratori sono aumentati del 10,3%. Un dato che riflette sia la crescente difficoltà di accesso alla titolarità sia i processi di concentrazione e aggregazione che interessano il settore.
Un’altra questione riguarda la distribuzione geografica dei professionisti. Quasi due terzi dei neoiscritti (65,3%) scelgono di lavorare nella stessa regione in cui hanno completato gli studi; al di fuori dell’Île-de-France la quota sale addirittura al 74,3%. Questa tendenza contribuisce a creare squilibri territoriali e carenze di personale in alcune aree del Paese. Per questo l’Ordine ha rivolto un appello ai farmacisti collaboratori affinché accettino una maggiore mobilità professionale, considerata essenziale per preservare il presidio farmaceutico nelle zone più fragili.
In forte crescita anche il contributo dei farmacisti formati all’estero. Le prime iscrizioni di laureati stranieri sono aumentate del 124,8% negli ultimi dieci anni e rappresentano ormai l’8,1% del totale. Oltre la metà di questi professionisti possiede la nazionalità francese ma ha conseguito il titolo in altri Paesi europei, soprattutto Belgio, Romania e Spagna.