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Poliassunzione e oppioidi sintetici, allarme Euda: minacce per l’Europa

11 Giugno 2026

Continua a crescere, in Europa, il mercato delle nuove sostanze psicoattive (Nps), tanto che in media ogni settimana viene identificata una nuova sostanza. È l’allarme lanciato dall’Agenzia dell’Unione europea per le droghe (Euda) nel suo ultimo rapporto annuale, che richiama l’attenzione soprattutto sulla crescente diffusione di cannabinoidi sintetici e semisintetici e dei nuovi oppioidi di sintesi.

Secondo l’agenzia europea, nel 2025 sono state segnalate per la prima volta 50 nuove sostanze psicoattive, portando a 1.050 il numero complessivo dei composti monitorati dai sistemi di sorveglianza dell’Unione. Un fenomeno che, avverte l’Euda, rende sempre più difficile prevedere la composizione delle droghe presenti sul mercato e aumenta i rischi per i consumatori.

«I mercati della droga evolvono a una velocità impressionante e la varietà delle sostanze disponibili nelle strade europee diventa sempre più imprevedibile» osserva Lorraine Nolan, direttrice esecutiva dell’Agenzia «ne discende il rischio che i consumatori assumano sostanze molto potenti senza esserne consapevoli».

Particolare preoccupazione suscita il comparto dei prodotti derivati dalla cannabis. Il rapporto segnala infatti un aumento dei casi di adulterazione della cannabis con cannabinoidi sintetici ad alta potenza, oltre alla crescente disponibilità di cannabinoidi semisintetici ottenuti attraverso modifiche chimiche di sostanze naturali. Questi composti vengono commercializzati in forme che ne facilitano la diffusione, come sigarette elettroniche, liquidi per vaping e prodotti alimentari, con il timore che possano attrarre nuovi consumatori e soprattutto fasce più giovani della popolazione.

L’attenzione dell’agenzia si concentra anche sui nuovi oppioidi sintetici, una categoria che negli ultimi anni ha assunto un ruolo crescente nel panorama delle dipendenze. Solo nel 2025 il sistema europeo di allerta rapida ha registrato sette nuovi oppioidi sintetici, tra i quali nitazeni e orfine, sostanze caratterizzate da un’elevata potenza farmacologica e associate a un rischio significativo di overdose.

Il rapporto evidenzia inoltre la diffusione della poliassunzione, ossia l’utilizzo contemporaneo di più sostanze, una pratica che amplifica il rischio di eventi avversi gravi e rende più complessa la gestione clinica delle intossicazioni. Le conseguenze sanitarie restano rilevanti: gli ultimi dati disponibili indicano almeno 7.600 decessi per overdose registrati in 29 Paesi europei, comprendenti i 27 Stati membri dell’Unione oltre a Norvegia e Turchia.

Per la Commissione europea il fenomeno non rappresenta soltanto un problema sanitario. Come ha sottolineato il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner, il traffico di droga è sempre più intrecciato con altre forme di criminalità organizzata, dal riciclaggio di denaro alla corruzione fino alla tratta di esseri umani.

L’Euda invita quindi a rafforzare i sistemi di monitoraggio e di allerta precoce, sottolineando come la rapidità con cui emergono nuove sostanze renda necessario un aggiornamento continuo delle strategie di prevenzione, informazione e riduzione del danno. Per gli operatori sanitari, compresi farmacisti e servizi territoriali, la crescente variabilità delle sostanze in circolazione rappresenta una sfida aggiuntiva nell’identificazione dei casi di intossicazione e nella corretta informazione dei cittadini sui rischi associati al consumo di droghe sempre più difficili da classificare e riconoscere.