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Belgio, è allarme per siti web illegali che propongono retatrutide

4 Giugno 2026

Farmaci illegali acquistabili con pochi clic su siti esteri che operano al di fuori delle regole. È l’ultimo allarme che arriva dal Belgio, dove le autorità sanitarie e l’industria del farmaco richiamano l’attenzione sulla crescente diffusione online di peptidi non autorizzati, promossi sui social come soluzioni per dimagrire, aumentare la massa muscolare o rallentare l’invecchiamento.

A lanciare l’allerta è un servizio pubblicato dalla rivista professionale belga Le Pharmacien, che descrive un mercato parallelo alimentato da negozi online stranieri in grado di vendere ai consumatori prodotti privi di autorizzazione all’immissione in commercio e sottratti ai controlli previsti dalla normativa sui medicinali. Tra le sostanze offerte figurano anche molecole ancora in fase di sviluppo clinico, come la retatrutide di Eli Lilly, che non ha ricevuto l’approvazione né dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) né della Food and drug administration (Fda) statunitense.

I peptidi sono brevi catene di aminoacidi, utilizzate anche in ambito farmaceutico. Negli ultimi anni alcune di queste sostanze hanno guadagnato popolarità grazie alla promozione da parte di influencer e creator digitali, che ne enfatizzano presunti effetti sul controllo del peso, sulla crescita muscolare o sul mantenimento della giovinezza. Tuttavia, secondo un fact-checking realizzato dal portale belga Gezondheid & Wetenschap, per gran parte dei peptidi commercializzati online mancano studi clinici sufficienti sull’uomo e il loro utilizzo può comportare rischi rilevanti per la salute.

A confermare le criticità contribuisce anche una ricerca di Sciensano, l’istituto scientifico federale belga, che ha rilevato nei prodotti acquistati online la presenza di impurità, batteri patogeni, metalli pesanti e metalloidi. Il problema riguarda non soltanto l’efficacia delle sostanze, ma anche la loro qualità e sicurezza, impossibili da verificare in assenza di controlli delle autorità regolatorie.

Particolarmente contestata è la strategia adottata da alcuni siti per aggirare la normativa. In diversi casi, infatti, l’acquirente è invitato a dichiarare che il prodotto sarà utilizzato «esclusivamente per finalità di ricerca». Una clausola che, secondo l’Agenzia federale belga per i medicinali e i prodotti sanitari (Afmps), rappresenta soltanto un tentativo di sottrarsi alle responsabilità previste dalla legislazione farmaceutica. «Il riferimento all’uso per ricerca» spiega l’agenzia «non costituisce un’esenzione dalle norme che regolano importazione, vendita e detenzione di queste sostanze». Anche l’acquisto e il possesso senza autorizzazione possono quindi risultare sanzionabili.

Dal canto suo, Eli Lilly ricorda che la retatrutide è attualmente disponibile soltanto nell’ambito di studi clinici autorizzati. «La retatrutide non è stata ancora approvata da alcuna autorità regolatoria in nessuna parte del mondo» sottolinea Sophie Supré, responsabile Public Affairs e Communications per il Benelux.

Le autorità belghe ammettono che intervenire contro questi siti non è semplice. Molte piattaforme operano dall’estero e la loro chiusura incontra ostacoli sia giuridici sia tecnici. Per contrastare il fenomeno, l’Afmps collabora con dogane, piattaforme di vendita online, social network e organismi nazionali ed europei di cybersicurezza, attraverso programmi di monitoraggio come PharmaWatch e SafeShop.