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Il farmacista prescrittore entra nel nuovo contratto delle farmacie inglesi

3 Giugno 2026

Dall’autunno le farmacie inglesi potranno prescrivere direttamente alcuni farmaci nell’ambito del servizio sanitario nazionale. La novità è contenuta nel nuovo contratto 2026-2027 siglato tra il Dipartimento della salute britannico (Dhsc, Department of health and social care), il Servizio sanitario nazionale (Nhs, National health service) e la rappresentanza delle farmacie territoriali, Community pharmacy England. Secondo quanto riferisce la rivista specializzata Chemist+Druggist, l’independent prescribing entrerà a far parte delle prestazioni remunerate dal contratto nazionale come estensione di Pharmacy First.

Per comprendere la portata del cambiamento occorre ricordare che nel Regno Unito una quota crescente di farmacisti consegue la qualifica di independent prescriber, ossia prescrittore indipendente. Si tratta di professionisti autorizzati a valutare il paziente e prescrivere autonomamente medicinali, inclusi farmaci soggetti a prescrizione medica. Dal settembre 2026, inoltre, tutti i nuovi farmacisti registrati presso il General Pharmaceutical Council entreranno nella professione già in possesso di questa abilitazione.

Finora la prescrizione indipendente era stata praticata dai farmacisti soprattutto negli ospedali e negli ambulatori della medicina generale; nelle farmacie di comunità era stata invece limitata a progetti pilota locali. Con il nuovo contratto diventa invece una componente strutturale dell’offerta Nhs. L’iniziativa si innesta su Pharmacy First, il programma lanciato nel 2024 che consente ai cittadini di rivolgersi direttamente alla farmacia per alcune patologie minori senza passare dal medico di medicina generale. Attualmente il servizio copre sette percorsi clinici, tra cui mal di gola, sinusite, infezioni urinarie non complicate, herpes zoster e otite.

La riforma prevede che i farmacisti prescrittori possano intervenire all’interno dei percorsi clinici già esistenti di Pharmacy First e del servizio di contraccezione in farmacia. A questi si aggiungeranno fino a cinque nuovi percorsi basati esclusivamente sulla prescrizione del farmacista. Tra le opzioni allo studio figurano congiuntiviti batteriche e allergiche, candidosi orale, infezioni cutanee e infezioni delle vie respiratorie, che dovranno comunque essere approvate da un gruppo clinico di riferimento prima dell’avvio operativo.

Dal punto di vista economico il contratto introduce una remunerazione specifica. Le farmacie che aderiranno riceveranno un contributo una tantum di 500 sterline (585-590 euro) per l’avvio del servizio, subordinato alla disponibilità di un sistema informatico compatibile con la prescrizione elettronica (Eps, Electronic prescribing service), oltre a una quota infrastrutturale mensile di 525 sterline (615-620 euro). Per ogni consultazione effettuata nell’ambito dei nuovi percorsi prescrittivi è previsto un compenso di 17 sterline (20 euro), allineato a quello già riconosciuto per le prestazioni di Pharmacy First. Sono inoltre confermati gli incentivi aggiuntivi legati ai volumi di attività.

Secondo i documenti pubblicati dal governo britannico, l’obiettivo è ampliare ulteriormente il trasferimento di attività assistenziali dagli studi medici alle farmacie territoriali, sfruttando le competenze cliniche dei farmacisti e riducendo la pressione sulla medicina generale. Il nuovo contratto prevede infatti che la prescrizione indipendente sia utilizzata per fornire cure immediate per condizioni comuni e facilitare l’accesso ai medicinali direttamente in farmacia.