estero

Inghilterra, Npa: coinvolgere farmacie nelle vaccinazioni in età scolastica

26 Maggio 2026

In Inghilterra nessun programma nazionale per la vaccinazione pediatrica raggiunge più la soglia del 95% fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità, e per tutte le principali campagne l’adesione è in calo dal 2018. È da questi dati che parte la proposta avanzata dalla National Pharmacy Association (Npa, l’associazione che rappresenta circa seimila farmacie indipendenti britanniche) perché il Nhs coinvolga direttamente le farmacie nelle vaccinazioni rivolte agli studenti in età scolastica.

La richiesta è contenuta in una nota diffusa il 22 maggio, nella quale la Npa sostiene che le farmacie potrebbero contribuire a riformare programmi vaccinali definiti «superati», alla luce del riemergere di malattie prevenibili. L’associazione propone in particolare che le farmacie vengano incaricate di somministrare i vaccini destinati agli adolescenti, oggi erogati quasi esclusivamente nelle scuole oppure dai medici di medicina generale.

Secondo la Npa, l’attuale modello mostra limiti crescenti anche sul piano organizzativo. «Al momento» osserva l’associazione «le vaccinazioni per i bambini in età scolare si svolgono nelle scuole oppure presso i medici di famiglia, mentre le farmacie restano escluse nonostante già somministrino vaccini agli adulti contro influenza e Covid-19». La nota collega il problema alla riduzione delle coperture vaccinali registrata negli ultimi anni tra gli adolescenti britannici.

L’allarme arriva dopo alcuni focolai di meningite segnalati nelle contee di Kent e Dorset e, più recentemente, a Reading. Finora, riferiscono le autorità sanitarie, tre persone sono morte dopo aver contratto l’infezione. I dati della UK Health Security Agency (Ukhsa, Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria) mostrano che nel 2024-2025 il vaccino meningococcico Acwy è stato somministrato al 72,8% degli studenti del nono anno scolastico e al 75,1% di quelli del decimo anno. Percentuali analoghe emergono anche per il programma di immunizzazione contro difterite, tetano e poliomielite inattivata (Td/Ipv): 72,4% nel nono anno e 74,7% nel decimo.

«Senza interventi urgenti contro una crescente e pericolosa renitenza vaccinale» ha dichiarato Olivier Picard, presidente della Npa «rischiamo di assistere ad altri focolai di malattie prevenibili come quelli già registrati recentemente in alcune aree del Regno Unito». Picard sostiene che le farmacie sono «pronte» a sostenere il National Health Service e chiede una revisione del sistema vaccinale pediatrico, che «secondo le evidenze più recenti registra livelli di adesione in diminuzione, con conseguenze potenzialmente preoccupanti».

Tra gli argomenti portati dall’associazione c’è anche la difficoltà di accesso agli studi dei medici di medicina generale. «Le nostre rilevazioni mostrano che molti pazienti fanno fatica a ottenere un appuntamento con il proprio mmg e, in alcuni casi, non risultano nemmeno registrati presso uno studio medico», ha aggiunto Picard. «Ha senso che le farmacie, facilmente accessibili e presenti nei quartieri, possano aiutare i colleghi del servizio sanitario nella somministrazione dei vaccini».

Sulla proposta è intervenuto anche il Royal College of Pharmacy, l’ordine professionale britannico dei farmacisti. Heidi Wright, responsabile practice and policy per l’Inghilterra, ha definito «serio» il calo delle vaccinazioni pediatriche e ha osservato che «le farmacie di comunità sono strutture accessibili e godono della fiducia dei cittadini». Secondo Wright, ampliare il loro ruolo vaccinale, «soprattutto nei programmi di recupero destinati ai ragazzi più grandi», potrebbe contribuire sia ad aumentare le coperture sia a contrastare l’esitazione vaccinale.

Il Royal College of Pharmacy precisa tuttavia che un eventuale ampliamento delle competenze dovrebbe inserirsi «in un approccio coordinato del Nhs», con adeguati sistemi di remunerazione, integrazione con i servizi scolastici e con la medicina generale, oltre a un’attenzione specifica alle fasce di popolazione più esposte al rischio di mancata vaccinazione.

La Npa propone anche che le farmacie possano offrire vaccinazioni di recupero agli adolescenti che non hanno ricevuto le dosi previste nei programmi scolastici. Un primo passo in questa direzione è già stato annunciato dal governo britannico nel febbraio scorso: nell’ambito del nuovo Piano nazionale oncologico per l’Inghilterra, le farmacie saranno coinvolte da quest’anno nella somministrazione dei vaccini anti-Hpv (Papillomavirus umano) ai giovani che non hanno completato il ciclo a scuola.