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Ue, alle battute finali procedura Antitrust contro Sanofi sul vaccino Efluelda

9 Luglio 2026

È alle battute finali il contenzioso tra Sanofi e Commissione Ue, che in veste di Antitrust europeo contesta al gruppo farmaceutico la comunicazione diffusa in Germania e Francia per promuovere il proprio vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio Efluelda. Per chiudere il procedimento senza arrivare a una decisione d’infrazione, l’azienda ha presentato a Bruxelles una serie di impegni che prevedono modifiche alla propria attività promozionale, sui quali si attende ora il via libera dell’esecutivo comunitario.

a Commissione ha pubblicato le proposte di Sanofi e ha aperto una consultazione, invitando imprese, associazioni e altri soggetti interessati a presentare osservazioni entro il 21 agosto. Solo al termine di questa fase Bruxelles deciderà se rendere gli impegni giuridicamente vincolanti, chiudendo così il procedimento senza pronunciarsi sull’effettiva violazione delle norme europee in materia di concorrenza.

L’indagine riguarda la campagna promozionale con cui, a partire dal 2024, Sanofi avrebbe presentato Efluelda come superiore al vaccino antinfluenzale adiuvato Fluad, prodotto da Seqirus, attraverso affermazioni ritenute potenzialmente false o fuorvianti. Secondo le valutazioni preliminari formulate dalla Commissione europea nel giugno scorso, qualora tali messaggi avessero effettivamente sfruttato la posizione dominante dell’azienda nei mercati interessati, potrebbero configurare un abuso contrario alle regole antitrust dell’Unione. Sanofi ha respinto le contestazioni.

Per superare le obiezioni dell’Antitrust europeo, il gruppo francese si è impegnato innanzitutto a pubblicare per due anni sul proprio sito internet tedesco una dichiarazione nella quale si chiarisce che la Commissione permanente per le vaccinazioni (Stiko) raccomanda indistintamente sia Efluelda sia Fluad per l’immunizzazione delle persone anziane. Inoltre, per quattro anni, tutti i materiali promozionali destinati al mercato tedesco dovranno riportare un esplicito riferimento alle raccomandazioni aggiornate della Stiko.

Un ulteriore impegno riguarda i rapporti con gli operatori sanitari. Sanofi promette infatti che, nelle comunicazioni rivolte ai professionisti della salute in Germania e Francia, non metterà più in discussione, né criticherà o contraddirà, le raccomandazioni vaccinali emanate dalle autorità nazionali competenti.

Se la Commissione riterrà sufficienti queste misure, gli impegni diventeranno obbligatori fino al marzo 2030. La loro attuazione sarà affidata al controllo di un fiduciario indipendente, che dovrà riferire periodicamente a Bruxelles sul rispetto delle prescrizioni.

La procedura degli impegni consente alla Commissione di archiviare il caso senza accertare formalmente un’infrazione delle norme antitrust. Ciò non significa però che gli obblighi siano privi di conseguenze: qualora Sanofi non li rispettasse, Bruxelles potrà infliggere una sanzione fino al 10% del fatturato mondiale annuo del gruppo oppure una penalità di mora pari al 5% del fatturato medio giornaliero per ogni giorno di inadempienza.

L’inchiesta della Commissione era stata avviata dopo le ispezioni condotte nel settembre dello scorso anno presso sedi del gruppo in Germania e Francia. Ora la parola passa agli operatori del settore chiamati a esprimersi nella consultazione pubblica e, successivamente, alla stessa Commissione europea, che dovrà decidere se gli impegni proposti siano sufficienti a chiudere definitivamente il contenzioso.