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Inghilterra, sugli ospedali un debito di 43 milioni per farmaci non pagati

4 Luglio 2026

Ammontano a circa 43 milioni di sterline (poco più di 50 milioni di euro) i debiti scaduti che gli ospedali del servizio sanitario inglese hanno accumulato nei confronti dei distributori farmaceutici. È la stima fornita dalla Healthcare distribution association (Hda), l’associazione che rappresenta i grossisti britannici, secondo la quale il fenomeno sta aggravando le tensioni finanziarie lungo la filiera e, in casi eccezionali, costringe persino a sospendere temporaneamente le consegne fino al saldo delle fatture. A riferirlo è il Pharmaceutical Journal.

I dati arrivano da Alex Williams, amministratore delegato della Hda, che in un’intervista alla rivista ha parlato di una situazione «particolarmente preoccupante» per le aziende associate. Secondo le stime dell’organizzazione, gli ospedali del National Health Service (Nhs) devono ai grossisti circa 43 milioni di sterline relativi a forniture già consegnate ma non ancora saldate. Si tratta di un incremento di circa 3 milioni rispetto al 2024, quando il precedente direttore generale dell’associazione, Martin Sawer, aveva quantificato i crediti scaduti in circa 40 milioni di sterline (46,5 milioni di euro).

Williams ha invitato il servizio sanitario inglese a migliorare la puntualità dei pagamenti, ricordando che la Hda ha già scritto a Nhs England per sollecitare interventi. Il problema, ha spiegato, interessa sia l’assistenza convenzionata sia quella ospedaliera e presenta differenze tra le varie aziende sanitarie e nei diversi periodi dell’anno.

Per i grossisti, il mancato pagamento delle fatture comporta un rilevante onere finanziario. Le aziende, infatti, acquistano i medicinali dai produttori, li distribuiscono agli ospedali e restano poi in attesa dell’incasso, con inevitabili ripercussioni sul capitale circolante. Nella quasi totalità dei casi, ha assicurato Williams, i distributori continuano comunque a garantire le forniture per non compromettere la continuità assistenziale. Solo «in circostanze molto rare» si arriva a sospendere le consegne nei confronti di una struttura sanitaria finché non vengono saldati gli importi dovuti. Un provvedimento che, ha osservato il manager, porta generalmente al pagamento delle fatture nell’arco di 24 ore.

Secondo il direttore della Hda, le difficoltà non riguarderebbero soltanto il comparto della distribuzione farmaceutica. Anche altri fornitori del servizio sanitario nazionale sarebbero in attesa dei pagamenti, circostanza che, a suo giudizio, potrebbe riflettere problemi di liquidità all’interno del sistema, pur senza poterlo affermare con certezza.

Dal canto suo, Nhs England ha respinto l’ipotesi di criticità strutturali nella gestione finanziaria. In una dichiarazione rilasciata al Pharmaceutical Journal, un portavoce ha ricordato che le organizzazioni del servizio sanitario hanno il dovere di rispettare gli impegni economici assunti e di pagare i fornitori entro le scadenze contrattuali. Lo stesso portavoce ha inoltre sostenuto che i livelli di liquidità sono aumentati tra la chiusura degli esercizi finanziari 2024/2025 e 2025/2026, a testimonianza del miglioramento complessivo dei conti del sistema sanitario inglese.

Le tensioni finanziarie si inseriscono in un contesto già difficile per il mercato del farmaco britannico. Come ricorda il Pharmaceutical Journal, nel settore convenzionato di comunità è il quarto mese consecutivo che le maggiorazioni concesse dal Nhs alle farmacie (per i medicinali acquistati a prezzi superiori a quelli dei tariffari di rimborso) raggiungono cifre record. Una dinamica che, secondo James Davies, direttore ricerca e analisi di Community Pharmacy England, evidenzia «un sistema di determinazione dei prezzi dei medicinali sottoposto a costante pressione».