L’aumento dei compensi riconosciuti alle farmacie francesi per l’attività legata ai farmaci rimborsabili non basta a compensare la crescita dei costi sostenuti dai titolari. È la valutazione condivisa dai principali sindacati della categoria dopo la diffusione da parte della Cnam (Caisse nationale de l’assurance maladie, l’ente che gestisce l’assicurazione-malattia pubblica francese e negozia con le professioni sanitarie le condizioni economiche delle rispettive convenzioni) dei dati economici relativi al 2025. A riferirlo è il Quotidien du pharmacien.
Secondo le cifre presentate il 3 giugno ai rappresentanti delle farmacie nell’ambito dell’Osservatorio sull’economia del settore, nel 2025 il cosiddetto “margine amministrato” delle officine – ossia l’insieme dei compensi contrattualizzati per farmaci in regime convenzionato e servizi professionali – è cresciuta del 2,1%, pari a 159 milioni di euro, includendo anche le attività residue legate al Covid. Al netto di queste ultime, l’incremento sarebbe stato del 2,9%, corrispondente a 214 milioni di euro.
Per i sindacati, tuttavia, la crescita non è sufficiente. Guillaume Racle, co-presidente regionale dell’Uspo (Union des syndicats de pharmaciens d’officine), osserva che l’incremento registrato non compensa gli aumenti salariali e l’inflazione sostenuti dalle farmacie nel corso dell’ultimo anno. Philippe Besset, presidente della Fspf (Fédération des syndicats pharmaceutiques de France), rileva inoltre che i risultati economici sono inferiori agli obiettivi fissati dagli accordi convenzionali.
Il riferimento è all’avenant 1, uno degli aggiornamenti della convenzione nazionale che regola i rapporti tra farmacie e assicurazione-malattia. L’intesa aveva previsto un percorso a tappe per l’adeguamento delle remunerazioni, ma secondo la Fspf nel 2025 sarebbero mancati all’appello 38 milioni di euro rispetto alle previsioni. Anche nel 2024, ricorda il sindacato, il risultato era rimasto inferiore alle attese di circa 22 milioni.
Per questo motivo le organizzazioni professionali guardano alla cosiddetta “clausola di revisione” inserita nell’accordo, che consente alle parti di riesaminare gli equilibri economici qualora gli obiettivi fissati non vengano raggiunti. La Cnam, tuttavia, non ritiene necessario attivare il meccanismo. Secondo quanto riferito dai sindacati, l’assicurazione-malattia ritiene che lo scostamento possa essere recuperato negli anni successivi. «La Cnam ritiene che riusciremo a recuperare il trend previsto e ad allinearci entro il 2027», sintetizza Besset.
I dati evidenziano inoltre una crescente eterogeneità all’interno della rete. Secondo la Cnam, un quarto delle farmacie francesi ha registrato nel 2025 una contrazione delle proprie entrate convenzionali. Per Racle questo andamento conferma l’ampliamento delle disparità economiche tra esercizi, mentre la Fspf parla di un ulteriore indebolimento della rete territoriale.
Nel frattempo prosegue il programma di sostegno alle farmacie economicamente più fragili. Circa 130 esercizi che hanno beneficiato degli aiuti nel 2025 hanno registrato una crescita della remunerazione convenzionale del 4,6%. Il sindacato prevede che nel 2026 il numero delle farmacie ammesse al dispositivo possa salire fino a circa mille.
La discussione sui compensi si intreccia con il crescente peso delle attività professionali affidate alle farmacie francesi. Negli ultimi anni il sistema di remunerazione è stato progressivamente orientato verso servizi e prestazioni sanitarie, riducendo la dipendenza dal solo margine sul farmaco. Secondo i dati illustrati dalla Cnam, nel 2025 circa la metà della crescita della remunerazione convenzionale è stata generata proprio dai servizi: vaccinazioni antinfluenzali, richiami vaccinali, vaccinazione contro l’herpes zoster e onorari professionali legati all’età dei pazienti.
«Questi numeri mostrano quanto i farmacisti siano impegnati in attività che richiedono partecipazione e responsabilità», osserva Racle. «Tuttavia il risultato economico resta sostanzialmente fermo e la crescita della redditività lorda si limita appena a seguire l’inflazione».
Il confronto tra Cnam e rappresentanze sindacali proseguirà nei prossimi mesi nell’ambito del monitoraggio previsto dalla convenzione nazionale, con al centro la sostenibilità economica della rete e la remunerazione delle nuove missioni affidate alle farmacie.