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Inghilterra, crescono i casi di accaparramento delle ricette elettroniche

22 Luglio 2026

L’Electronic Prescription Service (Eps, Servizio di prescrizione elettronica) del Servizio sanitario inglese, nato per semplificare il rinnovo delle terapie croniche, starebbe mostrando falle tali da compromettere la sicurezza dei pazienti e la libera scelta della farmacia. È quanto denuncia un’approfondita inchiesta pubblicata dal Pharmaceutical Journal, secondo la quale sarebbero sempre più frequenti i casi di assistiti che si vedono cambiare, senza saperlo né autorizzarlo, la farmacia alla quale dovrebbero essere inviate le prescrizioni elettroniche.

Pranbolo: il sistema britannico consente ai pazienti di indicare una farmacia «di fiducia» (la cosiddetta nomination), alla quale il medico invia direttamente le prescrizioni elettroniche per il rinnovo delle terapie. La scelta può essere effettuata presso la stessa farmacia, nello studio del medico di medicina generale o tramite i servizi digitali del National health service (Nhs, Servizio sanitario nazionale). Una volta registrata, la preferenza resta attiva fino a quando il paziente non decide di modificarla. Le regole dell’Nhs stabiliscono espressamente che qualsiasi variazione possa avvenire soltanto su richiesta dell’assistito.

L’inchiesta della rivista, tuttavia, racconta una realtà diversa. Emblematico il caso di un’anziana paziente di Manchester che, invece del consueto blister preparato dalla farmacia abituale, ha ricevuto a domicilio due mesi di farmaci confezionati da un’altra farmacia, senza alcun preavviso. Quando si è rivolta alla propria farmacia di fiducia, gli operatori hanno scoperto che la sua “nomination” era stata modificata senza il suo consenso e che la prescrizione era stata dispensata da un altro esercizio.

Secondo il Pharmaceutical Journal, episodi di questo tipo sarebbero ormai all’ordine del giorno. La farmacia Medinet di Manchester riferisce di dover gestire fino a cinque o sei casi al giorno e di dedicare circa cinque ore alla settimana per rintracciare le prescrizioni finite in altre farmacie.

Le cause sembrano molteplici. Alcuni cambi di destinazione potrebbero derivare da errori, per esempio quando un paziente ritira occasionalmente una prescrizione urgente in una farmacia diversa dalla propria. Ma da numerosi dei casi descritti dalla rivista emergerebbe un quadro più preoccupante, con modifiche che avrebbero una motivazione economica. Secondo diversi farmacisti intervistati, alcune farmacie punterebbero infatti ad aumentare il numero di prescrizioni dispensate e quindi i ricavi, alterando la farmacia designata dal paziente.

A rendere ancora più delicata la vicenda sono i sospetti di automatismi informatici. Alcuni farmacisti raccontano di avere ripristinato la farmacia scelta dal paziente per poi vederla nuovamente modificata nel giro di pochi minuti. Circostanze che hanno spinto la Community Pharmacy England (Cpe, organizzazione che rappresenta le farmacie territoriali inglesi) a segnalare al Servizio sanitario il rischio che alcuni software consentano il ripristino automatico delle precedenti nomination senza un nuovo consenso dell’assistito. Anche la software house Cegedim Rx, citata dal Pharmaceutical Journal, riferisce di avere osservato negli ultimi mesi volumi anomali di cambi di farmacia riconducibili, almeno in parte, a procedure automatizzate.

La vicenda ha richiamato l’attenzione delle autorità. Il General Pharmaceutical Council (GPhC, Ordine dei farmacisti britannico) ricorda di monitorare il fenomeno già dal 2024 e avverte che modificare la farmacia designata senza il consenso del paziente può configurare una condotta disciplinarmente rilevante. Parallelamente, l’Nhs ha aggiornato nel maggio scorso gli standard operativi dell’Eps, ribadendo che «i pazienti devono scegliere autonomamente la propria farmacia» e che «non devono essere apportate modifiche alla designazione se non su richiesta del paziente». Il Servizio sanitario inglese ha inoltre chiesto ai fornitori dei software gestionali di eliminare eventuali funzionalità che controllano automaticamente le variazioni di nomination o ripristinano quelle precedenti.

Nonostante ciò, osserva il Pharmaceutical Journal, le segnalazioni continuano a fioccare, mentre i reclami ufficiali raccolti dalle autorità sanitarie restano sorprendentemente pochi. Il risultato, conclude la rivista, è un sistema in cui farmacisti e pazienti finiscono spesso coinvolti in una complessa attività di ricerca e recupero delle prescrizioni, con inevitabili ripercussioni sulla continuità delle cure e sul carico di lavoro delle farmacie.