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Francia, approvata legge sulla morte assistita. Farmacisti senza obiezione

18 Luglio 2026

Via libera definitivo dell’Assemblea nazionale francese alla legge che legalizza l’aiuto a morire. Il testo, approvato il 15 luglio dopo il mancato accordo tra le due camere, introduce un percorso per il suicidio medicalmente assistito e, in casi limitati, l’eutanasia. Ma tra gli aspetti che stanno suscitando maggiore attenzione c’è il ruolo assegnato ai farmacisti, ai quali – diversamente da medici e infermieri – non viene riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza. È questo uno dei punti messi in evidenza dal Quotidien du pharmacien, che ha analizzato le ricadute della riforma sulla professione.

La legge riconosce «il diritto per una persona che ne abbia fatto richiesta di essere autorizzata a ricorrere a una sostanza letale e di essere accompagnata affinché possa autosomministrarsela oppure, quando non sia fisicamente in grado di farlo, di farsela somministrare da un medico o da un infermiere». Il principio generale è quindi quello del suicidio assistito, mentre l’eutanasia rappresenta un’eccezione riservata ai pazienti impossibilitati a compiere autonomamente il gesto.

L’accesso alla procedura è subordinato al possesso contemporaneo di cinque requisiti. Il richiedente deve essere maggiorenne, avere la cittadinanza francese oppure risiedere stabilmente e regolarmente nel Paese, essere affetto da una patologia grave e incurabile con prognosi vitale compromessa in fase avanzata o terminale, soffrire di una sofferenza fisica o psicologica costante legata alla malattia, refrattaria ai trattamenti o ritenuta insopportabile, ed essere in grado di esprimere una volontà libera e consapevole. Restano quindi esclusi i pazienti che presentano esclusivamente una sofferenza di natura psicologica.

La richiesta dovrà essere presentata durante una visita medica in presenza, nello studio del medico o al domicilio del paziente; la telemedicina è stata esplicitamente esclusa. Il medico curante dovrà quindi costituire un collegio multiprofessionale composto almeno da sé stesso, da uno specialista della patologia e da un professionista sanitario o un operatore socio-sanitario coinvolto nell’assistenza del malato. Potranno essere invitati anche altri professionisti che abbiano partecipato al percorso di cura.

La decisione finale resterà comunque di competenza del medico, che dovrà comunicarla entro 15 giorni dalla richiesta. Se l’esito sarà favorevole, il paziente dovrà attendere almeno due giorni prima di confermare la propria volontà. Qualora la conferma arrivi oltre tre mesi dopo la comunicazione oppure la somministrazione della sostanza letale sia fissata oltre tale termine, il medico dovrà verificare nuovamente che la decisione sia libera e consapevole.

Il paziente potrà inoltre revocare la richiesta in qualsiasi momento e scegliere il luogo in cui avverrà la somministrazione. Se non sarà fisicamente in grado di autosomministrarsi il farmaco – durante il dibattito parlamentare è stato citato tra gli altri il caso della sclerosi laterale amiotrofica – l’atto potrà essere eseguito da un medico o da un infermiere.

Parallelamente, l’Alta Autorità francese per la salute è incaricata di definire quali principi attivi potranno essere utilizzati come sostanze letali.

Secondo quanto riferisce il Quotidien du pharmacien, la novità più rilevante per la professione riguarda proprio il ruolo attribuito ai farmacisti. La legge stabilisce infatti che i farmacisti ospedalieri saranno responsabili della preparazione della sostanza letale, mentre quelli di comunità potranno essere chiamati a dispensarla nella farmacia più vicina al domicilio del paziente. A loro spetterà inoltre il recupero delle eventuali quantità non utilizzate e la successiva distruzione del prodotto.

A differenza di medici e infermieri, ai quali viene riconosciuta una clausola di coscienza – purché indirizzino il paziente verso un altro professionista disponibile ad accompagnarlo nel percorso – ai farmacisti questa possibilità è stata espressamente negata. Una scelta che rappresenta uno dei punti più controversi della riforma e che ha richiamato l’attenzione della stampa professionale francese.

La legge prevede infine l’istituzione di una Commissione di controllo e valutazione presso il ministero della Salute, con il compito di vigilare sull’applicazione della normativa. Dopo il voto dell’Assemblea nazionale, il testo passa ora all’esame del Consiglio costituzionale, chiamato a verificarne la conformità alla Costituzione prima della promulgazione.