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Estonia, progetto di legge apre ai distributori automatici di farmaci

17 Luglio 2026

Migliorare l’accesso ai farmaci nelle aree rurali e nei territori dove una farmacia non è presente o garantisce orari limitati, senza sostituire il farmacista ma affiancandolo con strumenti digitali. È l’obiettivo della proposta di legge presentata in Estonia dal ministero degli Affari sociali, che punta ad affiancare alle farmacie fisiche una rete di distributori automatici di farmaci collegati in teleassistenza. Il progetto di legge, attualmente in consultazione, comprende anche altre misure per rafforzare la cooperazione tra farmacie territoriali e ospedaliere, in particolare nella preparazione dei medicinali galenici.

Secondo il ministero, negli ultimi trent’anni i servizi farmaceutici si sono progressivamente concentrati nei principali centri urbani, mentre nelle aree periferiche l’accesso ai medicinali si è ridotto. A pesare è anche la quasi totale assenza di un servizio notturno: in tutta l’Estonia soltanto tre farmacie effettuano oggi turni di guardia, due a Tallinn e una a Tartu.

«Una macchina non sostituirà la farmacia, e questo non è il nostro obiettivo» ha spiegato la ministra degli Affari sociali, Karmen Joller «quando la farmacia più vicina dista decine di chilometri oppure è già chiusa, anche un piccolo problema di salute può trasformarsi in una situazione seria. I medicinali devono essere accessibili a tutti, indipendentemente dal luogo in cui vivono».

Il modello immaginato dal governo prevede distributori automatici integrati nella rete delle farmacie esistenti. Potranno erogare sia medicinali senza obbligo di prescrizione sia farmaci soggetti a ricetta elettronica. In ogni dispensazione sarà però coinvolto un farmacista o un tecnico di farmacia collegato in videoconferenza, che controllerà la prescrizione, valuterà l’appropriatezza della richiesta, fornirà la consulenza al paziente e autorizzerà l’erogazione. La decisione finale resterà quindi sempre in capo a un professionista sanitario qualificato.

Il disegno di legge stabilisce inoltre che questi distributori dovranno integrare, e non sostituire, la rete delle farmacie tradizionali. Saranno previste regole per evitarne una concentrazione nelle aree già ben servite e non sarà imposto alcun obbligo ai titolari: ciascuna farmacia deciderà autonomamente se installare o meno la macchina.

L’idea non parte da zero. Già nel 2023 era stato sperimentato a Rapla un chiosco automatico sviluppato dalla società Grab2Go, che consentiva l’acquisto di farmaci da banco con eventuale consulenza video. La sperimentazione aveva evidenziato un buon gradimento da parte degli utenti, ma la normativa vigente ne limitava l’utilizzo ai locali della farmacia e ai suoi orari di apertura, impedendo di testarne le potenzialità per un servizio realmente continuativo.

Accanto ai distributori automatici, la riforma interviene anche sull’organizzazione delle preparazioni galeniche. Le farmacie potranno affidare la produzione di medicinali magistrali ad altre farmacie dotate delle necessarie attrezzature e competenze, mantenendo però invariato il rapporto con il paziente, che continuerà a ritirare il farmaco nella farmacia di riferimento. In pratica, come sintetizza il ministero, «si sposta il medicinale, non il paziente». Il provvedimento amplia inoltre il ruolo delle farmacie ospedaliere, che potranno preparare medicinali destinati alle farmacie territoriali quando queste non dispongano delle capacità produttive necessarie.

La riforma è stata sviluppata insieme al programma governativo per l’innovazione Accelerate Estonia e tiene conto anche delle prospettive demografiche della professione. Un’analisi realizzata da PwC Estonia, richiamata nei documenti preparatori, prevede infatti un progressivo calo della disponibilità di farmacisti e tecnici di farmacia nel prossimo decennio: oltre la metà dei farmacisti e il 43% dei tecnici hanno già superato i 50 anni. In questo contesto, secondo il governo, le soluzioni digitali potranno contribuire a mantenere l’accessibilità del servizio senza rinunciare alla supervisione professionale.