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Francia, influenza: raccomandato l’obbligo vaccinale per tutti i sanitari

21 Luglio 2026

La vaccinazione antinfluenzale dovrebbe diventare obbligatoria ogni anno per tutti i professionisti sanitari, dipendenti e liberi professionisti, compresi i farmacisti di comunità. È la raccomandazione formulata dalla Has (Haute Autorité de santé), l’autorità sanitaria indipendente francese che fornisce al governo pareri scientifici e linee guida in materia di salute, in un documento pubblicato il 20 luglio. Il parere non introduce un obbligo immediato, ma invita le autorità francesi ad adottare un quadro normativo che renda la vaccinazione un requisito per l’esercizio delle professioni interessate.

Secondo la Has, l’obbligo dovrebbe riguardare tutti i professionisti sanitari, sia ospedalieri sia territoriali, inclusi quelli che operano in regime libero-professionale. Nel perimetro rientrerebbero quindi anche i farmacisti titolari e collaboratori delle farmacie di comunità. L’autorità propone inoltre di estendere la misura agli altri operatori che lavorano negli ospedali e nelle strutture socio-sanitarie che ospitano anziani, purché siano a contatto con persone a rischio di forme gravi di influenza. Per coerenza, lo stesso obbligo dovrebbe essere previsto anche per studenti e specializzandi dei corsi di laurea sanitari. Spetterà comunque al governo definire con precisione le categorie coinvolte, le eventuali controindicazioni e le modalità di controllo.

Alla base della raccomandazione c’è il giudizio negativo sull’efficacia delle campagne di sensibilizzazione adottate finora. Nella stagione influenzale 2024-2025, ricorda la Has, la copertura vaccinale si è fermata al 20% tra gli operatori degli ospedali e al 21% tra quelli impiegati negli Ehpad, le residenze per anziani non autosufficienti. Percentuali considerate troppo basse per garantire una protezione efficace delle persone più fragili e limitare la trasmissione del virus negli ambienti di cura.

Nel documento l’autorità sottolinea che nessun’altra misura preventiva ha dimostrato un’efficacia paragonabile alla vaccinazione nel ridurre l’incidenza dell’influenza nelle strutture sanitarie. L’uso della mascherina, l’igiene delle mani, la ventilazione dei locali e l’isolamento dei pazienti sintomatici restano strumenti indispensabili, ma non possono sostituire la protezione vaccinale. A sostegno della proposta vengono citate anche le esperienze di Finlandia e Stati Uniti, dove l’introduzione dell’obbligo ha consentito di raggiungere e mantenere coperture vaccinali superiori al 90% tra gli operatori sanitari.

La Has suggerisce di partire dalle strutture che ospitano le persone più vulnerabili, in particolare gli Ehpad e le unità di cure di lunga durata. Qui, osserva il documento, la vaccinazione degli ospiti, pur raggiungendo una copertura dell’82,7%, non è sufficiente a prevenire le epidemie, perché la risposta immunitaria diminuisce con l’età e l’efficacia del vaccino negli anziani può risultare inferiore di 20-40 punti percentuali rispetto a quella osservata nei professionisti sanitari. I focolai continuano quindi a verificarsi con frequenza e, secondo la Has, comportano un rischio di mortalità pari al 6% tra i residenti colpiti, contro lo 0,1% registrato tra gli operatori. Diversi studi, aggiunge il documento, mostrano inoltre che la vaccinazione del personale riduce sia le infezioni respiratorie sia la mortalità tra gli anziani assistiti.

Per gli altri contesti assistenziali – ospedali, strutture socio-sanitarie e attività libero-professionali – la Has propone invece un’introduzione graduale dell’obbligo nell’arco di due anni, con la possibilità di prorogare la fase transitoria di un ulteriore anno, così da consentire alle autorità locali di individuare le categorie prioritarie.

L’autorità sanitaria esclude invece l’opportunità di rendere obbligatoria la vaccinazione per gli anziani di almeno 65 anni residenti nelle strutture assistenziali. In questo caso la vaccinazione continuerebbe a essere fortemente raccomandata, anche perché la copertura ha già superato l’obiettivo del 75% fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità. La scelta tiene conto anche delle implicazioni etiche di un obbligo imposto a persone che vivono stabilmente nelle residenze.

La raccomandazione arriva dopo una stagione influenzale 2024-2025 definita particolarmente grave: secondo le stime richiamate dalla Has, l’influenza ha provocato circa 92mila ricoveri e quasi 17mila morti in eccesso, il 90% dei quali tra persone con almeno 65 anni. Oltre alle complicanze respiratorie, ricorda il documento, l’infezione può determinare lo scompenso di patologie croniche, soprattutto cardiovascolari, contribuendo nel giro di poche settimane alla saturazione degli ospedali e all’attivazione dei piani di emergenza. Per tradurre il parere in un obbligo effettivo sarà ora necessario un intervento del governo francese, che dovrà definire il quadro regolatorio, garantire la disponibilità dei vaccini e organizzare i sistemi di tracciabilità delle vaccinazioni.