Secondo i dati del Servizio sanitario nazionale inglese, nella stagione influenzale 2025/2026 le farmacie territoriali hanno somministrato quasi 4,7 milioni di vaccini antinfluenzali agli adulti, con una crescita del 15% rispetto all’annata precedente. Un risultato che conferma il ruolo sempre più centrale della farmacia nei programmi vaccinali pubblici e che sta spingendo il sistema sanitario britannico ad ampliare ulteriormente le attività affidate alle farmacie di comunità.
A riferirlo è il Pharmaceutical Journal, che cita le statistiche pubblicate il 18 giugno dalla Nhs Business Services Authority (Nhs Bsa, l’ente che gestisce i servizi amministrativi della Sanità inglese). I dati mostrano che, al 31 marzo 2026, le farmacie avevano richiesto il rimborso per 4.680.891 vaccinazioni effettuate nell’ambito dell’Adult Seasonal Influenza Vaccination Service, il programma nazionale di vaccinazione antinfluenzale rivolto alla popolazione adulta. Nella stagione precedente le vaccinazioni erogate dalle farmacie erano state 4.066.585.
Il dato definitivo potrebbe risultare ancora più elevato, osserva il giornale britannico, poiché le farmacie possono presentare richiesta di rimborso fino a tre mesi dopo il mese di erogazione della prestazione.
«Ogni anno i team delle farmacie di comunità superano se stessi nella somministrazione delle vaccinazioni antinfluenzali del Nhs e la stagione 2025/2026 non ha fatto eccezione», ha commentato Alastair Buxton, direttore dei servizi Nhs di Community Pharmacy England. Secondo Buxton, i risultati ottenuti spiegano perché il governo e il Servizio sanitario nazionale abbiano deciso di coinvolgere le farmacie anche in altri programmi vaccinali, come la vaccinazione antinfluenzale pediatrica e quella contro il meningococco B. Una direzione che l’organizzazione sostiene apertamente, nella prospettiva di trasformare le farmacie in veri e propri poli vaccinali del sistema sanitario.
Dalle statistiche emerge inoltre che la regione delle Midlands è stata quella che ha registrato il maggior numero di vaccinazioni effettuate in farmacia, con 863.703 somministrazioni.
Sulla stessa linea anche Malcolm Harrison, amministratore delegato della Company Chemists’ Association (Cca), secondo il quale i numeri confermano il crescente apprezzamento del pubblico nei confronti della farmacia come luogo naturale per ricevere le vaccinazioni.
Harrison ha inoltre sottolineato come il settore abbia dimostrato più volte di essere in grado di erogare programmi vaccinali «in sicurezza, con efficacia e su larga scala». Un aspetto particolarmente importante nelle aree più svantaggiate, dove la presenza capillare delle farmacie consente di raggiungere popolazioni che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari tradizionali, contribuendo così a migliorare le coperture vaccinali e a ridurre le disuguaglianze di salute.
Nel complesso, i dati di Nhs England indicano che nella stagione influenzale 2025/2026 sono state somministrate 18.994.638 dosi di vaccino antinfluenzale attraverso tutti i canali del sistema sanitario, comprese le medicine di famiglia. Tra gli operatori sanitari in prima linea, tuttavia, la copertura vaccinale si è fermata al 47,7%, meno di un professionista su due. Una percentuale che continua a rappresentare una delle principali criticità delle campagne vaccinali britanniche.