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Ricerca Usa, schermi in plexiglass poco efficaci nella prevenzione di covid

20 Maggio 2021

Gli schermi in plexiglass installati su banchi e scrivanie proteggerebbero da covid meno di altre misure, come le mascherine o il distanziamento interpersonale. E’ quanto riferisce un articolo del Quotidien du pharmacien che cita uno studio condotto nelle scuole statunitensi da un team di ricercatori della Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora e delle università di Princeton e Ginevra. L’obiettivo dell’indagine era quello di valutare l’efficacia degli interventi di prevenzione e contenimento del contagio messi in campo da asili e scuole americane elementari e medie, a partire dall’insegnamento interamente a distanza, interamente in presenza o misto (a distanza e in presenza).

Nelle conclusioni, gli autori avvertono che i risultati vanno considerati con una certa cautela: per misurare l’impatto degli interventi di prevenzione, infatti, è stata considerata una casistica – sintomatologia “simil-covid” negli alunni, perdita dell’olfatto, risultati di test rapidi o molecolari – che non permette di individuare compiutamente l’origine dell’eventuale contagio, cioè l’ambiente scolastico o quello familiare.

In ogni caso, come scrive il Quotidien du pharmacien, tra le evidenze che emergono dalla ricerca ci sarebbe la ridotta efficacia degli schermi in plexiglass, che assieme alla chiusura delle aree giochi sembrano contribuire al contenimento molto meno di misure come l’uso delle mascherine, il distanziamento e l’istruzione in remoto. In particolare, osservano i ricercatori, si può ipotizzare che gli schermi per banchi e scrivanie alterano la normale circolazione dell’aria negli ambienti, creando vere e proprie zone di “depressione” dove ristagnano le particelle di aerosol.