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Spagna, i servizi crescono del 21%: al centro farmaci, aderenza e assistenza

7 Novembre 2026

Sono 214 le iniziative attraverso le quali le farmacie spagnole offrono servizi professionali e di salute pubblica, il 21% in più rispetto alle 177 censite nel 2024. È quanto emerge dall’aggiornamento del Mapa de Servicios Farmacéuticos de España, la ricognizione realizzata dal Consejo General de Colegios Oficiales de Farmacéuticos (Cgcof), l’organismo nazionale di rappresentanza della professione. La mappatura individua 23 tipologie di prestazioni, suddivise tra dieci servizi assistenziali legati al farmaco e tredici attività di prevenzione e salute pubblica. Un modello nel quale l’ampliamento delle competenze della farmacia si sviluppa soprattutto attorno al medicinale, alla gestione delle terapie e alle conoscenze professionali del farmacista.

Tra i servizi più diffusi figurano i sistemi personalizzati di dosaggio (Spd), che consentono di organizzare i medicinali dei pazienti, soprattutto cronici e anziani, riducendo errori e dimenticanze. Sono presenti in 17 comunità autonome, una in più rispetto al precedente censimento grazie all’ingresso della Rioja. I programmi di aderenza terapeutica interessano invece nove comunità autonome, con esperienze innovative nei Paesi Baschi, dove il farmacista viene remunerato anche in funzione del miglioramento dell’aderenza e del controllo dell’asma e della broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Un altro capitolo riguarda la dispensazione collaborativa dei medicinali ospedalieri attraverso le farmacie territoriali. Il servizio, che permette ai pazienti di ritirare alcuni trattamenti senza recarsi in ospedale, è attivo in Andalusia, Castiglia e León, Catalogna, Comunità Valenciana, Madrid e Navarra, alle quali si è aggiunta la Castiglia-La Mancia. Completano il quadro assistenziale la revisione delle terapie, la riconciliazione farmacologica, la formulazione magistrale e l’indicazione farmaceutica per i disturbi minori, quest’ultima praticata, insieme alla dispensazione, nell’intera rete nazionale.

Anche le attività di salute pubblica mantengono una forte impronta professionale. I programmi di mantenimento con metadone sono presenti in dieci comunità autonome, mentre gli interventi di educazione sanitaria e promozione degli stili di vita salutari raggiungono rispettivamente otto e nove territori. Gli screening coinvolgono undici comunità autonome e comprendono, tra gli altri, la ricerca del sangue occulto nelle feci, i test per l’Hiv e la prevenzione del tumore della cervice uterina. In quest’ultimo ambito Murcia si è aggiunta alla Catalogna, introducendo anche lo screening della malattia di Chagas.

Tra le iniziative più recenti figurano le reti di farmacie sentinella, ora presenti anche in Galizia, che si aggiunge ad altre sette comunità autonome. Si tratta di strutture coinvolte nella sorveglianza epidemiologica e nella raccolta di informazioni utili alla sanità pubblica. Sul versante dell’educazione sanitaria, dal 2024 sono state coinvolte 590 farmacie nei programmi delle scuole rurali della salute, dedicati anche alla salute mentale, alle donne e agli anziani vulnerabili.

La distribuzione territoriale resta però disomogenea. «La prestazione e la convenzione dei servizi si stanno ampliando, ma con ritmi e sostegno istituzionale differenti tra le comunità autonome», osserva Raquel Martínez, segretaria generale del Cgcof. L’obiettivo dell’organizzazione è inserire i servizi assistenziali nel Sistema Nacional de Salud, garantendo condizioni di accesso più uniformi. Una prospettiva richiamata anche dalla Dichiarazione delle Asturie, presentata al recente congresso nazionale dei farmacisti a Oviedo.