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Usa, 5mila farmacisti di Cvs e Walgreens in sciopero nel Pharmageddon

2 Novembre 2023

Lo hanno chiamato Pharmageddon i farmacisti collaboratori delle due principali catene Usa di farmacia, Walgreens e Cvs, in sciopero il 30 ottobre per protestare contro salari insufficienti e carenza di personale. All’agitazione, che prevede altri due giorni di astensione dal lavoro, hanno preso parte oltre cinquemila dipendenti delle due insegne, che segnalano la crescente difficoltà con cui vengono assicurati alcuni servizi a causa degli organici incompleti (consegna dei medicinali, prenotazione e somministrazione delle vaccinazioni, con ricadute negative anche sulla sicurezza) e chiedono retribuzioni migliori e orari di lavoro stabili, tanto per i farmacisti quanto per i preparatori.

Negli Usa non è il rimo sciopero indetto dalla categoria per questi motivi: altre proteste, su scala più locale, erano state indette a settembre e all’inizio di ottobre in Arizona, Washington, Massachusetts e Oregon, con la chiusura di alcune farmacie e attività rallentata per molte altre.

L’agitazione dei farmacisti di Cvs e Walgreens beneficia del sostegno dell’Apha, l’American pharmacists association, che il 30 ottobre ha pubblicato un comunicato stampa nel quale il sindacato si dice «dalla parte di tutti i farmacisti che hanno partecipato allo sciopero di oggi. In definitiva, sosteniamo il diritto di ogni farmacista di lavorare in un ambiente in cui il personale gli consente di fornire assistenza ai pazienti». L’Apha ha anche denunciato «politiche aziendali sleali» e ha invitato «tutti i datori di lavoro ad intervenire rapidamente» per risolvere i problemi denunciati dai dipendenti. «La professione e il settore hanno bisogno di soluzioni a lungo termine e dobbiamo agire immediatamente».

Da notare che al contrario dei precedenti questo sciopero non è stato organizzato dai sindacati tradizionali ma dalla base in modo pressoché spontaneo. Si svolge inoltre in un contesto eccezionale, in cui il vantaggio negoziale è dalla parte dei dipendenti, in virtù di un tasso di disoccupazione molto basso (3,8%), un’inflazione in calo (3,7% rispetto al 9,1% di giugno 2022) e una crescita economica relativamente elevata (tasso al 4,9% annualizzato).

Di recente, il settore sanitario americano ha registrato il più grande sciopero degli ospedalieri mai visto nella storia degli Stati Uniti: all’inizio di ottobre più di 75.000 dipendenti (su 85.000) del consorzio Kaiser Permanente (un fornitore di servizi medici e assistenza primaria) hanno incrociato le braccia per giungere a un accordo con la proprietà che prevede aumenti salariali del 21% nei prossimi quattro anni, con l’obiettivo di evitare altri esodi del personale.