A meno tre anni dall’ultima modifica, si prospettano all’orizzonte nuovi ritocchi per lo Statuto nazionale di Federfarma. Ritocchi di sostanza, come si desume dalla circolare con cui ieri il sindacato ha diffuso l’ordine del giorno dell’assemblea che il 10 giugno dovrà votarli: l’intervento più importante, in particolare, riguarda l’articolo 9 dello Statuto, che nella nuova formulazione rimuove il tetto dei tre mandati per coloro che siedono nel Consiglio di presidenza e nel Collegio dei probiviri. La modifica non riguarda invece le cariche di presidente nazionale di Federfarma e del Sunifar. Lo scrive a chiare lettere la stessa Federazione nella relazione illustrativa che accompagna l’ordine del giorno: «L’emendamento ha l’obiettivo di eliminare il limite di tre mandati per i componenti del consiglio di presidenza e per i componenti del collegio dei probiviri, limite che resta in vigore per il presidente nazionale e per il presidente del Sunifar».
Anche se limitata soltanto al Consiglio di presidenza, l’emendamento rappresenterebbe di fatto una retromarcia: l’attuale limite, infatti, era stato introdotto proprio con le modifiche del 2023, che avevano abbassato da quattro a tre i mandati per cui è consentita l’eleggibilità ma nel contempo alzato da tre a quattro anni la durata di ogni singolo mandato.
C’è poi da considerare che – come FPress aveva già scritto a febbraio – tra i “fedelissimi” dell’attuale presidenza nazionale si sta lavorando intensamente per permettere a Cossolo di ricandidarsi nonostante l’attuale tetto dei tre mandati, stante la preoccupazione di non riuscire a trovare un successore “all’altezza” dell’uscente. Tant’è vero che nelle settimane scorse tra alcuni presidenti di Federfarma era circolata una petizione (con tanto di firme) che chiedeva a Cossolo di restare. Ad ascoltare i rumors che circolano, tuttavia, il presidente nazionale di Federfarma avrebbe già fatto sapere ai suoi che l’idea di rimanere per un altro quadriennio non lo entusiasma per nulla. Ma non è da escludere che proprio il 10 giugno, in assemblea, qualche delegato tiri fuori la petizione per fargli cambiare opinione.
Altra modifica statutaria che il 10 giugno verrà messa al voto all’articolo 35, che verrebbe riscritto per dare tempo sino al 31 maggio 2029 alle organizzazioni territoriali del sindacato di adeguare i propri Statuti. La disposizione attualmente in vigore, infatti, dava per scadenza il 31 maggio 2027 e soltanto nel settembre scorso Federfarma era intervenuta presso le proprie rappresentanze territoriali perché si sbrigassero. Ora invece, scatta il fermi tutti.