«Plauso ai Carabinieri del Nas di Firenze per aver smascherato un sistema criminale di falsificazione di ricette mediche e furto di ricettari e farmaci». Con un messaggio pubblicato ieri sui social, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha espresso il proprio apprezzamento per l’operazione che ha portato alla luce un articolato traffico di farmaci oppioidi alimentato da prescrizioni false, ricettari e timbri sottratti da una struttura ospedaliera. «Oltre 500 ricette rubate, 44mila euro di danno al Ssn: quattro persone sono state raggiunte da misure cautelari. Un’operazione che dimostra quanto la tutela della legalità sia parte integrante della tutela della salute pubblica», ha scritto il sottosegretario.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia e condotta dai Carabinieri del Nas di Firenze, prende le mosse nel 2025 nell’ambito dei controlli sull’utilizzo illecito del fentanyl. A insospettire gli investigatori sono state alcune ricette “rosse” presentate in diverse farmacie delle province di Pistoia, Firenze e Lucca, apparentemente regolari ma compilate con anomalie tali da far emergere un sistema di falsificazione ben più ampio.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo utilizzava ricettari e timbri sottratti all’ospedale di Pescia per predisporre prescrizioni intestate a nominativi fittizi ma associate a codici fiscali reali, così da rendere più difficile l’individuazione della frode. In questo modo sarebbero state utilizzate oltre 500 ricette, che hanno consentito il ritiro di farmaci – soprattutto oppioidi e altri medicinali ad azione stupefacente, tra cui fentanyl – per un valore superiore a 44 mila euro, quasi interamente a carico del Servizio sanitario nazionale.
Al centro dell’organizzazione, riferisce la stampa locale, vi sarebbe una coppia di 32 e 34 anni, originaria di Pescia e residente ad Altopascio, che avrebbe materialmente presentato le ricette contraffatte nelle farmacie. Per entrambi il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza, misura applicata anche a un terzo indagato cinquantenne. Ai domiciliari è finito invece un dipendente di Estar (l’Ente di supporto tecnico-amministrativo della sanità toscana), di 37 anni, accusato di avere sottratto farmaci e dispositivi medici dal magazzino centralizzato di Calenzano.
Le perquisizioni eseguite nel corso delle indagini hanno consentito di sequestrare farmaci oppioidi, sostanze stupefacenti, strumenti per il confezionamento delle dosi e timbri riconducibili a medici utilizzati per confezionare le prescrizioni false. Dall’analisi dei telefoni cellulari gli investigatori hanno inoltre individuato due distinti canali di approvvigionamento. Il primo faceva capo a un addetto di una cooperativa operante all’interno dell’ospedale di Pescia, che avrebbe sottratto ricettari e timbri in cambio di farmaci. Il secondo coinvolgeva il dipendente Estar, al quale vengono contestati oltre 70 episodi di peculato per la sottrazione di più di cento confezioni di medicinali e dispositivi medici destinati, secondo l’accusa, alla rivendita alla coppia. Parte dei farmaci sarebbe poi stata ceduta sul mercato clandestino a consumatori di sostanze stupefacenti della zona.
L’operazione conferma l’attenzione delle autorità sanitarie e investigative sul fronte degli oppioidi, rafforzata negli ultimi mesi anche dopo altri episodi di furto di fentanyl registrati in strutture sanitarie italiane. In questo caso, tuttavia, le indagini evidenziano soprattutto il ruolo cruciale dei controlli effettuati in farmacia sulle prescrizioni sospette: proprio dalle anomalie riscontrate durante la dispensazione è stato infatti possibile risalire a un sistema criminale che, secondo gli investigatori, operava da tempo sfruttando documentazione sanitaria rubata e arrecando un duplice danno, economico al Servizio sanitario nazionale e di sicurezza per la salute pubblica.