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Federfarma, no a collaborazioni esterne per presidente e consiglieri

1 Giugno 2019

Massima trasparenza e decisioni al di sopra di ogni sospetto. E’ quanto vuole garantire il codice dentologico votato mercoledì dal Consiglio di presidenza di Federfarma nazionale: chi lo sottoscrive – tutti i componenti dell’esecutivo, visto che è stato approvato all’unanimità – si impegna a non intrattenere alcun tipo di rapporto con società che lavorino per le farmacie o per le Federfarma locali. Senza alcuna eccezione, rimarca a FPress il presidente della Federazione, Marco Cossolo: «L’idea del codice nasce da una mia preoccupazione» spiega «voglio che nel consiglio di presidenza si possa discutere e prendere decisioni senza il sospetto di condizionamenti di alcun tipo. Per tale motivo, l’esclusione sancita dal codice vale per qualsiasi genere di società e di rapporto, dalle consulenze alle partecipazioni a board o comitati scientifici».

Proprio da questo tipo di collaborazioni proviene il “casus belli” che ha convinto Cossolo ad agire: «Qualche tempo fa» spiega «ho scoperto dalla segreteria della Federazione che la mia partecipazione a un board tecnico in cui neanche ricordavo di essere dava diritto a un gettone di presenza. Quando rivesti una carica istituzionale capita di essere coinvolto in cose di questo genere, ma ho subito rassegnato le dimissioni perché voglio essere libero di decidere senza condizionamenti. E lo stesso deve valere per tutti i componenti del consiglio di presidenza».

«Condivido la posizione di Cossolo» commenta Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia «tant’è vero che nei miei tre mandati ho sempre rifiutato fee o gettoni di presenza per la partecipazione a comitati, board o gruppi di lavoro. Va evitato anche solo il sospetto che l’attività sindacale della presidenza possa essere influenzata da relazioni e rapporti esterni». Il codice verrà inviato nei prossimi giorni al Consiglio delle Regioni perché valuti un’eventuale adozione.