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Manovra: ecco la lista dei servizi per i quali i mmg saranno “attrezzati”

13 Novembre 2019

Ma quali e quanti sono i servizi diagnostici di primo livello che i medici di famiglia potrebbero presto erogare con le apparecchiature acquistate dalle Asl grazie ai 235 milioni stanziati dalla Manovra all’articolo 55? Il dubbio monta di giorno in giorno davanti alla sequela di testi, relazioni e dossier che ha accompagnato l’approdo a Palazzo Madama del ddl Bilancio, ora all’esame delle Commissioni. Da uno stampato all’altro, infatti, l’elenco dei servizi per i quali i medici di famiglia verranno “attrezzati” con i fondi della Manovra sembra fare l’elastico.

Partiamo dalla versione originaria dell’articolo 55, quella uscita dal Consiglio dei Ministri: il testo si limita ad accennare «al fabbisogno di apparecchiature sanitarie» che consentano ai mmg di «espletare le prestazioni di competenza della medicina generale», senza fornire ulteriori dettagli. Eccezion fatta per la finalità complessiva dell’intervento: «migliorare il processo di presa in cura dei pazienti nonché di ridurre il fenomeno delle liste d’attesa».

Pochi giorni dopo il ddl arriva a Palazzo Madama e la Relazione tecnica che lo accompagna, redatta dagli esperti del Mef, offre indicazioni nettamente più dettagliate: le risorse economiche stanziate, si legge, servono a «erogare ai cittadini, attraverso l’attività professionale dei medici di base, prestazioni di primo livello come «servizi di tele-care e tele-Health e telemonitoraggio, ecg, holter, holter pressorio, teledermatologia, retinografia, polisonnografia eccetera».

Passa qualche giorno ancora e ieri plana sui banchi delle commissioni di Palazzo Madama il dossier del Servizio Bilancio del Senato, che sembra proporre una versione “stringata” dell’elenco redatto dal Mef: i 235 milioni stanziati dall’articolo 55, riferisce la relazione, serviranno all’acquisto di «dispositivi diagnostici digitali di primo livello come ecg, holter, spirometro, dermoscan eccetera». La lista delle prestazioni si riduce, ma resta quell’eccetera che ovviamente tiene sulle spine i farmacisti titolari, il cui unico desiderio è quello di capire fino dove arriverà la “medicina dei servizi” e da dove quindi potrà cominciare la “farmacia dei servizi”.

Intanto, il già citato dossier del Servizio Bilancio solleva qualche dubbio sui conti dell’articolo 55. Per cominciare, scrivono i tecnici di Palazzo Madama, la relazione tecnica che accompagna il ddl della Manovra stima in poco più di 46mila la platea di mmg e pedistri di libera scelta che beneficerebbero dell’intervento. Tuttavia, obietta il Servizio Bilancio, «dalla relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’Enpam risultano iscritti nel 2017 al Fondo medicina generale 71.422 medici, cifra considerevolmente più elevata di quella riportata anche se include i pediatri di libera scelta per gli assistiti fino a 14 anni di età».

Dubbi anche sugli effetti del provvedimento «in termini di indebitamento e fabbisogno», che la relazione tecnica considera inconsistenti. Rischia di non essere così, invece, per il Servizio Bilancio, perché «la tipologia di intervento», ossia «l’acquisizione di macchinari da studio medico e non di macchinari ospedalieri come Tac, Rmn eccetera», rende ragionevole «attendersi tempi più estesi per l’espletamento delle procedure». Di conseguenza, si potrebbero registrare «accelerazioni dei flussi di cassa rispetto ai tendenziali a legislazione vigente», da cui aumenti dell’indebitamento e del fabbisogno».