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Dall’industria e dai mmg le prime critiche alla nuova governance del farmaco

13 Dicembre 2018

Le proposte per una nuova governance del farmaco contenute nel documento che il ministero della Salute ha presentato lunedì rischiano di avere «serie conseguenze sugli investimenti in Italia delle imprese farmaceutiche nazionali e internazionali». E’ quanto scrivono Farmindustria e i sindacati confederali di settore – Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – in un comunicato congiunto diffuso ieri. Le quattro organizzazioni, in particolare, esprimono «fortissime preoccupazioni» per il futuro del comparto, «che grazie all’altissima qualità delle risorse umane è diventato il primo hub produttivo nell’Unione europea, con oltre il 70% di export sui 31 miliardi di produzione all’anno».

I timori degli industriali, in particolare, sono alimentati dalle proposte che fanno perno sul criterio dell’equivalenza terapeutica per impostare una revisione del Prontuario diretta ad abbassare i prezzi dei farmaci e per sostenere gare regionali di acquisto che mettano in concorrenza tra loro principi attivi differenti. Tali misure, è la considerazione di Farmindustria, «possono presentare potenziali rischi per la salute dei pazienti, oltre che mettere a repentaglio gli stabilimenti di produzione e quindi l’occupazione nelle diverse Regioni». Inoltre, ne deriverebbe un «pesante indebolimento dei diritti di proprietà intellettuale, elemento che è condizione necessaria per gli investimenti farmaceutici: brevetto e marchio sono gli strumenti cardine per la ricerca e l’innovazione e costituiscono elementi distintivi di qualità».

Critiche anche dai medici di famiglia della Simg: «Era ora che si procedesse a una revisione della governance farmaceutica» osserva il presidente della Società italiana di medicina generale, Claudio Cricelli «tuttavia il documento non fa cenno ad alcune questioni essenziali come il ruolo dei professionisti della medicina, a cominciare di medici di famiglia, che non sono minimamente coinvolti nelle scelte legate al Prontuario farmaceutico e alla registrazione dei farmaci».

Non solo: le proposte appaiono fortemente orientate ad assegnare un controllo di tipo economicistico al Prontuario farmaceutico e «tutte le operazioni regolatorie che vengono effettuate sul farmaco non prendono mai in considerazione la “pesatura” del beneficio che la sua prescrizione produce in termini sia di salute sia di risparmi economici. Insomma, non c’è alcuna valutazione dell’impatto che le decisioni dell’Aifa possono avere sulla pratica clinica e sulla “produzione” di salute». L’augurio finale della Simg è che il documento – come promesso dallo stesso Ministro – sia presto «oggetto di confronto con tutti i protagonisti del settore, non solo con le aziende e con i rappresentanti dei pazienti ma anche con i medici e i professionisti della salute, perché altrimenti sarà difficile costruire un nuovo sistema di regole per restituire ai farmaci la loro missione centrale».