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Nuova remunerazione, Federfarma Lombardia si dissocia: ricavi caleranno

23 Novembre 2023

Per quanto favorevole a un nuovo modello di remunerazione che consenta alle farmacie delle regioni dove c’è più distribuzione diretta di «recuperare marginalità», Federfarma Lombardia «si dissocia dalla linea seguita dal consiglio nazionale di Presidenza, che ha avallato quanto previsto dall’articolo 44 del ddl Bilancio» in tema di remunerazione delle farmacie. È quanto recita la mozione approvata ieri dall’Assemblea del sindacato titolari regionale, con il voto favorevole di quasi tutti i delegati delle province lombarde (soltanto un voto contrario e un astenuto). Nella risoluzione, trasposta in una lettera che oggi verrà trasmessa alla Federazione nazionale, l’Assemblea cita i dati forniti da Aria, l’Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti, che su commissione di Federfarma Lombardia ha effettuato una simulazione in “real world” (come direbbero gli statistici) degli effetti che la nuova remunerazione avrà sulle farmacie lombarde.

A tal fine, i tecnici dell’Azienda hanno considerato la totalità delle dcr trasmesse dagli esercizi farmaceutici dall’ottobre 2022 al settembre 2023 (anno mobile) e su tali numeri hanno applicato margine e quote fisse previste dal nuovo modello. Il raffronto che ne emerge tra vecchio e nuovo modello, come riassume la mozione assembleare, «produce risultati negativi per le farmacie associate a Federfarma Lombardia» che si concretizzano in un calo di 15 milioni di euro nei rimborsi sulle dcr. Quel che è peggio, questa contrazione non si spalma più o meno equamente su tutte le farmacie, ma penalizza più delle altre «le farmacie rurali con fatturato compreso tra 150mila e 450mila euro», ossia proprio quella categoria di presidi che invece andrebbe tutelato.

Da notare che il raffronto condotto da Aria riguarda un periodo nel quale le farmacie hanno beneficiato solo per alcuni mesi della remunerazione aggiuntiva (introdotta dall’ultimo trimestre 2021), dunque la perdita che i titolari lombardi rischiano di patire con la nuova remunerazione già considera le extra-risorse ricevute nell’ultimo paio di anni. Senza le quali, in proiezione la perdita risulterebbe ancora maggiore.

Al riguardo poi, l’analisi dell’Agenzia regionale mette in evidenza un significativo peggioramento fiscale nel passaggio al nuovo modello: i 150 milioni della remunerazione aggiuntiva, infatti, erano esenti da iva; con la nuova remunerazione, invece, l’esenzione viene a mancare e dunque i 70 milioni di euro che di fatto rappresentano il sovra-finanziamento di cui godranno le farmacie nel 2024 basterà giusto a coprire iva e fiscalità. Meglio dunque, è il messaggio tra le righe, che tutte le farmacie facciano bene i loro conti.