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Riclassificazioni, Aifa candida insuline e cardiovascolari. No dall’Emilia Romagna

12 Giugno 2026

Riguarderebbe insuline e alcuni farmaci cardiovascolari le nuove di riclassificazioni da diretta-dpc a convenzionata cui l’Aifa starebbe lavorando dopo gliptine (2024) e gliflozine (2025). A rivelarlo l’articolo pubblicato ieri dal Fatto Quotidiano, che dà conto di quanto discusso dal tavolo tecnico Aifa-Regioni nella seduta di martedì scorso (giugno).

Secondo quanto riportato dal quotidiano, tra i medicinali oggetto di valutazione figurerebbero alcune insuline basali largamente utilizzate nella terapia del diabete, come insulina glargine nelle specialità Lantus, Abasaglar e Toujeo, oltre a farmaci cardiovascolari quali sacubitril/valsartan (Entresto), indicato nello scompenso cardiaco cronico.

L’eventuale operazione rappresenterebbe il terzo intervento di rilievo sulla distribuzione territoriale dei farmaci negli ultimi tre anni. Nel 2024 il passaggio alla convenzionata aveva riguardato le gliptine, mentre nel 2025 era stata la volta delle gliflozine, entrambe classi terapeutiche impiegate nel trattamento del diabete e di altre patologie croniche. Le riclassificazioni sono state motivate dall’obiettivo di semplificare l’accesso alle cure per i pazienti cronici, consentendo il ritiro dei medicinali direttamente nella farmacia di comunità anziché presso le strutture della distribuzione diretta o della distribuzione per conto.

Nel corso dell’incontro, sempre secondo la ricostruzione del Fatto Quotidiano, sarebbero emerse posizioni differenziate tra le Regioni presenti al tavolo. Le regioni di centro-destra come Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia avrebbero espresso la loro disponibilità a valutare il trasferimento delle nuove categorie terapeutiche alla convenzionata. Netta contrarietà, invece, dall’Emilia-Romagna, che avrebbe manifestato forti preoccupazioni per i possibili effetti sulla spesa farmaceutica regionale. Al momento, tuttavia, non risultano decisioni definitive e il confronto tra Aifa e Regioni proseguirà nelle prossime settimane.

La questione si inserisce in un dibattito che accompagna da tempo le riclassificazioni dei farmaci dal Pht alla convenzionata. Da un lato farmacie, associazioni dei pazienti e società scientifiche sottolineano i benefici derivanti dalla maggiore prossimità del servizio, soprattutto per i pazienti affetti da patologie croniche che necessitano di terapie continuative. Dall’altro, alcune Regioni evidenziano la necessità di valutare attentamente l’impatto economico dei trasferimenti, considerando sia i meccanismi di acquisto centralizzato sia gli effetti prodotti dal nuovo sistema di remunerazione delle farmacie introdotto nel 2024.