attualita

Allarme Fnomceo: mancano più di 1.200 medici di mg in otto regioni

16 Settembre 2021

Sono 456 in Veneto, 239 in Toscana, 205 in Emilia-Romagna, 98 nelle Marche. In totale ammontano a 1.213 gli ambiti territoriali della medicina di famiglia (l’equivalente delle sedi farmaceutiche) rimasti vacanti dopo le ultime assegnazioni da graduatoria. I numeri arrivano dalla Fnomceo, la Federazione degli ordini dei medici, che nei giorni scorsi ha rinnovato l’allarme per i vuoti che si stanno progressivamente aprendo nella rete delle cure primarie. «Basterebbe fare un rapido calcolo, considerando che la media nazionale è di 1.150 assistiti per ogni medico» commenta il presidente, Filippo Anelli «per capire che, solo in queste Regioni, attualmente circa un milione e quattrocentomila cittadini non hanno un proprio medico di famiglia».

A queste sedi vacanti, poi, vanno aggiunte le 786 andate a concorso a giugno in Lombardia e non ancora assegnate, e quelle di quasi tutte le altre Regioni. Si tratta di sedi sguarnite del medico di famiglia, per cui si riaprono le procedure di assegnazione, al fine di favorire anche la partecipazione dei medici inseriti nelle graduatorie di altre regioni. E se anche questo tentativo fallisse, non resterebbe che l’ultima chance: aprire ai medici iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale.

È quello che accade in Liguria, dove proprio ieri è stato pubblicato l’elenco delle 92 sedi ancora carenti. Ma anche così, osserva Fnomceo, molte zone rimangono scoperte e molti pazienti sono senza medico di famiglia. Succede, per esempio, in alcune aree del Piemonte – il Cuneese e il Verbano Cusio Ossola – dove una sede su due resta vacante. Ma ormai non c’è area del paese che possa dirsi immune: anche nelle grandi città, come Milano o Firenze, restano sguarnite di medici di famiglia le zone periferiche o dell’hinterland.  E la situazione è in peggioramento. «Da qui al 2027 andranno in pensione circa 35.200 professionisti» continua Anelli «e probabilmente non ci saranno abbastanza nuovi medici di medicina generale pronti a sostituirli». All’origine, continua il presidente, ci sarebbe la programmazione miope delle Regioni, «che nel tempo hanno richiesto un numero di borse di molto inferiore al reale fabbisogno. E anche oggi procedono con inerzia nell’individuare le carenze sulle quali costruire il bando di quest’anno. Bando che, infatti, non è stato ancora pubblicato».