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Hantavirus, nuova circolare del Ministero con indicazioni per operatori

16 Maggio 2026

Una nuova circolare del ministero della Salute aggiorna le indicazioni operative per la gestione dei casi sospetti, probabili o confermati di infezione da hantavirus Andes (Andv), il ceppo al centro del focolaio registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius. Il documento, diffuso il 15 maggio e indirizzato a Regioni, strutture sanitarie, ordini professionali e autorità competenti, chiarisce le procedure di valutazione clinica, isolamento, trasporto e protezione degli operatori sanitari, in un quadro che al momento non registra casi sul territorio nazionale ma che, scrive il ministero, richiede «adeguate misure di preparedness e coordinamento».

La circolare segue quella emanata l’11 maggio sull’aggiornamento del focolaio verificatosi sulla MV Hondius e, come riferisce anche Quotidiano Sanità, adotta un’impostazione improntata alla «massima precauzione» per la gestione di eventuali pazienti con sintomi compatibili con l’infezione. Il virus Andes appartiene al gruppo degli hantavirus, agenti trasmessi prevalentemente dai roditori e responsabili, soprattutto nel continente americano, di forme anche gravi di sindrome cardiopolmonare.

Nel documento il ministero definisce come caso sospetto chiunque abbia condiviso o utilizzato un mezzo di trasporto sul quale sia stato presente un caso confermato o probabile di infezione da Andv, oppure chi sia stato in contatto con passeggeri o membri dell’equipaggio della MV Hondius a partire dal 5 aprile e presenti sintomi compatibili come febbre, dolori muscolari, astenia, cefalea, vertigini, disturbi gastrointestinali o respiratori. Il caso probabile viene invece identificato nella presenza di sintomi associati a un collegamento epidemiologico noto con un caso probabile o confermato.

Tra le indicazioni operative rivolte ai medici, la circolare prevede innanzitutto un’attenta raccolta anamnestica per verificare l’eventuale esposizione epidemiologica del paziente e valutare il rischio infettivo. In presenza di un caso sospetto, il sanitario deve raccomandare l’igiene delle mani, fornire guanti monouso e mascherina Ffp2 oppure, se non disponibile, una mascherina chirurgica resistente ai fluidi, informare il paziente sulle misure che verranno adottate e predisporne l’isolamento immediato.

La circolare dispone inoltre che, in presenza di sintomi, vengano eseguiti i prelievi necessari per la diagnosi e che i casi confermati siano ricoverati in strutture dotate delle misure di contenimento previste per gli agenti biologici del gruppo 3 dal decreto legislativo 81/2008. Qualora una Regione non disponga di centri idonei, il trasferimento dovrà avvenire verso l’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma.

Particolare attenzione viene dedicata alle misure di protezione per il personale sanitario. Il ministero indica l’utilizzo di occhiali o visiere, facciali filtranti Ffp2 o Ffp3, guanti, indumenti protettivi e sovrascarpe per tutte le attività di presa in carico, trasporto e ricovero del paziente. Nei casi a più elevato rischio di contaminazione, come presenza di vomito, diarrea o sanguinamenti, viene raccomandato anche il doppio paio di guanti e l’impiego del copricapo.

Il documento richiama inoltre l’attenzione sulle procedure che possono generare aerosol, come broncoscopie, ventilazione assistita o somministrazione di farmaci per nebulizzazione. In questi casi il personale dovrà utilizzare dispositivi Ffp3 e operare, ove possibile, in stanze a pressione negativa.

La circolare sottolinea anche l’importanza della formazione degli operatori sanitari sulle procedure di vestizione e svestizione dei dispositivi di protezione individuale, considerate un elemento critico per ridurre il rischio di esposizione durante eventi epidemici. Alle Regioni e alle Province autonome viene chiesto di comunicare entro due giorni l’elenco delle strutture sanitarie in possesso dei requisiti di contenimento previsti dalla normativa per la gestione degli agenti biologici del gruppo 3.