attualita

Hantavirus, il Ministero: rischio per l’Italia «molto basso». Ecco le misure adottate

12 Maggio 2026

Protocolli di quarantena, monitoraggio, testing differenziati tra sintomatici e asintomatici. E una rete nazionale di sorveglianza già attivata. Sono le misure definite dalla circolare con cui il ministero della Salute ha aggiornato le indicazioni di sanità pubblica sul focolaio di hantavirus Andes registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius, attraccata il 10 maggio a Tenerife dopo un viaggio che aveva toccato anche Capo Verde e l’isola di Sant’Elena.

Secondo l’aggiornamento epidemiologico riportato nella circolare, all’11 maggio risultavano segnalati in totale nove casi, dei quali sette confermati in laboratorio come infezioni da virus Andes e due classificati come probabili per assenza, al momento, di conferma diagnostica. I decessi sono tre, con una letalità del 33%. Il caso indice aveva sviluppato i sintomi il 6 aprile, mentre la prima diagnosi specifica di virus Andes è stata effettuata il 2 maggio. Quattro pazienti risultano ricoverati: uno in terapia intensiva a Johannesburg, due nei Paesi Bassi e uno a Zurigo. Un sospetto caso trasferito in Germania è invece risultato negativo ai test molecolari e sierologici.

Il ministero riferisce inoltre che quattro persone presenti sul volo Sudafrica-Paesi Bassi del 25 aprile, sul quale aveva viaggiato uno dei casi poi sbarcato prima del decollo per aggravamento dei sintomi, avevano come destinazione finale l’Italia. Le informazioni sono state trasmesse alle Regioni interessate per l’attivazione della quarantena fiduciaria e della sorveglianza attiva.

La circolare ribadisce che il rischio per la popolazione generale viene considerato «molto basso» sia dall’Ecdc sia dagli esperti italiani convocati dal ministero, anche perché il principale serbatoio naturale del virus Andes, il roditore Oligoryzomys longicaudatus diffuso nel Sud America meridionale, non è presente in Italia. Tuttavia, il documento invita a mantenere «un approccio di massima cautela», considerata la possibilità, seppur limitata, di trasmissione interumana in ambito comunitario.

Per quanto riguarda il quadro clinico, il ministero descrive un esordio spesso aspecifico, con cefalea, diarrea, febbre e iniziali sintomi respiratori, seguito nel giro di 24-48 ore da un rapido peggioramento con astenia, vertigini, tachipnea e riduzione della diuresi. In diversi casi l’evoluzione è stata fulminante, con insufficienza respiratoria acuta, shock e sindrome da distress respiratorio acuto.

La definizione di caso sospetto comprende chiunque abbia condiviso un mezzo di trasporto con un caso confermato o probabile oppure sia stato in contatto con passeggeri o membri dell’equipaggio della MV Hondius dal 5 aprile e presenti sintomi come febbre, dolori muscolari, astenia, nausea, vomito, diarrea, tosse, dolore toracico o difficoltà respiratoria.

Tra i contatti ad alto rischio rientrano tutti i passeggeri presenti a bordo della nave, oltre alle persone che abbiano condiviso stanze, bagni, pasti o permanenze prolungate in spazi chiusi con casi confermati o probabili, così come gli operatori sanitari esposti senza adeguati dispositivi di protezione.  Per questi soggetti il ministero dispone quarantena fiduciaria per 42 giorni, monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte delle autorità sanitarie e obbligo di isolamento immediato in caso di comparsa di sintomi.

Le Regioni dovranno inoltre attivare la sorveglianza sanitaria quotidiana e informare le persone esposte sulle misure di igiene respiratoria e sui sintomi da monitorare. Per i contatti a basso rischio è invece previsto l’automonitoraggio passivo per sei settimane.

Sul fronte diagnostico, la strategia nazionale privilegia i soggetti sintomatici. La Pcr viene indicata come il test più utile nelle fasi iniziali della malattia, mentre la sierologia diventa positiva dopo l’esordio dei sintomi. La circolare sottolinea che i test eseguiti durante il periodo di incubazione possono risultare falsamente negativi e quindi fornire una “falsa rassicurazione”.  Per questo motivo non è raccomandato il testing routinario dei contatti asintomatici, mentre viene raccomandato «un elevato livello di attenzione clinica e diagnostica» anche in assenza di collegamenti epidemiologici certi.

Nelle more della costituzione di una rete regionale di laboratori di riferimento, le Asl dovranno attivare le procedure per l’esecuzione dei test sui casi sospetti. Le Regioni sono state invitate a individuare entro una settimana i laboratori idonei a entrare nella rete nazionale. In caso di dubbi diagnostici, i medici potranno contattare il reperibile dell’Inmi Spallanzani tramite il centralino 06.551701.

La circolare richiama infine il ruolo degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), invitati a rafforzare le attività di vigilanza e counselling ai viaggiatori, con particolare attenzione ai mezzi di trasporto internazionali e alla tracciabilità dei contatti attraverso i Passenger locator form. Per la gestione di casi sospetti vengono indicati dispositivi di protezione individuale come respiratori Ffp2, guanti, camici e protezione oculare.