attualita

Autenticazione due fattori per ricetta dem, allarme dai medici dello Smi

24 Aprile 2026

A pochi giorni dall’entrata in vigore dell’autenticazione a due fattori per la prescrizione delle ricette dematerializzate a carico del Ssn, il Sindacato medici italiani (Smi) lancia l’allarme su possibili ricadute organizzative negli studi di medicina generale. Secondo la sigla di categoria, la nuova procedura rischia di aumentare il carico burocratico dei medici di famiglia e di mettere sotto pressione ambulatori già alle prese con carenza di personale e difficoltà nel reperire sostituti.

«A pochi giorni dall’obbligo previsto il 30 aprile dell’introduzione dell’autenticazione a due fattori della prescrizione delle ricette dematerializzate, gli studi dei medici di medicina generale rischiano di collassare», afferma Gian Massimo Gioria, responsabile nazionale dell’area convenzionata dello Smi. Nel mirino soprattutto la gestione delle sostituzioni temporanee dei medici titolari, nei casi di ferie o malattia: secondo il sindacato, trasferire le abilitazioni e le procedure ai sostituti potrebbe rivelarsi complesso proprio mentre in molte aree diventa sempre più difficile trovare professionisti disponibili a coprire gli incarichi.

Per lo Smi, il rischio è che una misura nata per rafforzare sicurezza e tracciabilità produca l’effetto opposto sul piano operativo, rallentando l’attività quotidiana degli studi e appesantendo procedure già considerate onerose. «Questa misura rischia di andare nella direzione contraria a quanto si dichiara di fare, cioè proseguire nella riduzione del carico burocratico del lavoro dei medici di medicina generale», conclude Gioria.

Il tema interessa anche le farmacie, ultimo anello della filiera prescrittiva. Eventuali rallentamenti nella generazione delle ricette elettroniche possono infatti tradursi in ritardi per i cittadini nell’accesso ai farmaci e in maggior pressione al banco, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza o in presenza di criticità informatiche locali.

La novità discende dal decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministero della Salute, del 27 febbraio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 marzo, che estende alla ricetta dematerializzata Ssn le regole di sicurezza già adottate per la ricetta “bianca”. Per i medici prescrittori il calendario prevede il passaggio all’autenticazione esclusiva a due o più fattori dal 30 aprile 2026.

In concreto, per accedere ai sistemi di prescrizione non basteranno più soltanto username e password: sarà richiesto un secondo elemento di verifica, che può consistere in un codice temporaneo (Otp), un’identità digitale come Spid o Cie, oppure altri strumenti previsti dai Sac regionali e dal Sistema Tessera sanitaria. L’obiettivo è rafforzare la protezione dei dati sanitari e ridurre il rischio di accessi non autorizzati, ma la fase di avvio sarà osservata con attenzione da medici, farmacie e Regioni.