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Fse, il Garante: dai 14 anni dati sanitari non accessibili ai genitori per alcune prestazioni

30 Ottobre 2026

I genitori non potranno consultare attraverso il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) i dati e i documenti relativi alle prestazioni sanitarie alle quali i figli che hanno compiuto 14 anni possono accedere autonomamente, senza l’autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale. È una delle novità previste dallo schema di decreto del ministero della Salute sul Fse 2.0 e sull’Ecosistema dati sanitari (Eds), che ha ricevuto il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento del 7 ottobre, illustrato nella newsletter dell’Autorità diffusa ieri.

La disposizione riguarda in particolare le informazioni sanitarie soggette a maggiore tutela di anonimato, riferite a prestazioni che la legge consente ai minorenni di ricevere senza l’intermediazione dei genitori. È il caso, per esempio, di alcune prestazioni erogate dai consultori familiari, nell’ambito della tutela della salute sessuale e riproduttiva.

Il decreto prevede che i ragazzi che hanno compiuto 14 anni possano accedere direttamente, mediante la propria identità digitale, alla sezione del Fse contenente questi dati e documenti, oltre che alle proprie informazioni anagrafiche. Le stesse informazioni saranno invece sottratte alla consultazione da parte dei genitori, degli altri soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale e degli eventuali delegati, sia attraverso il Fascicolo sia mediante i servizi dell’Eds.

La tutela non riguarda dunque indistintamente tutta la documentazione sanitaria degli adolescenti, ma soltanto quella relativa alle prestazioni per le quali la normativa riconosce al minore una specifica autonomia, nei limiti di età e di intervento stabiliti dalle singole disposizioni. Per i farmacisti, che possono concorrere all’alimentazione del Fse attraverso i documenti di propria competenza, la novità richiama l’importanza di distinguere le informazioni sanitarie soggette a particolare riservatezza da quelle ordinariamente consultabili.

Il provvedimento affronta anche il trattamento dei documenti oscurati nell’Ecosistema dati sanitari, precisando che le informazioni in essi contenute potranno essere utilizzate esclusivamente per l’erogazione dei servizi dedicati all’assistito. Viene inoltre previsto il futuro raccordo del Fse con la piattaforma nazionale per la gestione delle deleghe, mantenendo nel frattempo le regole attuali.

Un secondo intervento riguarda l’accesso al Fse da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta che operano nelle Aggregazioni funzionali territoriali, nelle Case della comunità e negli Ospedali di comunità. Il Garante ha chiesto che per questi professionisti sia realizzato un profilo di accesso autonomo, distinto da quello utilizzato per l’assistenza ai propri pazienti.

In attesa dell’adeguamento tecnico, lo schema ministeriale consente ai medici impegnati in specifici incarichi territoriali di consultare anche i Fascicoli di pazienti non iscritti nei propri elenchi, purché dichiarino, assumendosene la responsabilità anche penale, che è in corso un effettivo processo di cura. L’estensione dell’accesso non riguarda quindi indistintamente tutti i medici di famiglia, ma soltanto quelli che operano nei contesti organizzativi previsti dalla disciplina.