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Herpes zoster, dal Congresso Siti richiamo alla vaccinazione per i cardiopatici

27 Ottobre 2026

Chi soffre di patologie cardiovascolari è più esposto all’Herpes zoster e alle sue complicanze. Ma c’è anche un rischio aggiuntivo: la riattivazione del virus può favorire eventi cardiovascolari acuti, aumentando la probabilità di ictus e infarto soprattutto nei mesi successivi all’infezione. È il legame sul quale si è concentrata l’attenzione degli esperti al 59° Congresso nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), svoltosi a Genova dal 21 al 24 ottobre. Un richiamo all’importanza della prevenzione vaccinale che interessa anche le farmacie, sempre più coinvolte nelle campagne di immunizzazione contro il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio.

«Il legame tra zoster e patologie cardiovascolari è in qualche modo bidirezionale» ha spiegato Andrea Orsi, professore associato di Igiene all’Università di Genova e dirigente medico dell’Irccs Ospedale San Martino. «Un paziente che vive con una patologia cronica cardiovascolare ha un maggior rischio di sperimentare un episodio acuto di Zoster e le relative complicanze, come la nevralgia post-erpetica». D’altra parte, ha aggiunto, «a distanza di 1-3 mesi dall’episodio acuto c’è una maggiore probabilità di insorgenza di ictus o di infarto».

Il fenomeno è riconducibile ai processi infiammatori innescati dalla riattivazione del virus varicella-zoster, che possono coinvolgere le pareti dei vasi sanguigni, danneggiare l’endotelio e favorire fenomeni trombotici. Secondo un documento diffuso nel giugno scorso dalla Società italiana di cardiologia (Sic), nei primi 30 giorni dall’infezione il rischio di infarto miocardico aumenta del 35%, mentre quello di sindrome coronarica acuta cresce del 44%. Un incremento che può protrarsi, seppure attenuato, anche negli anni successivi.

Da qui l’importanza della vaccinazione, che oggi può contare sul vaccino ricombinante adiuvato, utilizzabile anche in pazienti fragili e immunocompromessi. La prevenzione dello zoster potrebbe inoltre contribuire a ridurre gli eventi cardiovascolari: una metanalisi di nove studi ha rilevato nei vaccinati un’associazione con una minore probabilità di ictus e infarto, rispettivamente del 21% e del 24%. Si tratta tuttavia di evidenze prevalentemente osservazionali, che non consentono ancora di attribuire con certezza alla vaccinazione un effetto protettivo cardiovascolare diretto.

Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale prevede l’offerta gratuita dell’anti-zoster alla coorte dei 65enni e ai soggetti con specifiche condizioni di rischio, tra cui le patologie cardiovascolari, esclusa l’ipertensione isolata e previa valutazione del rischio. Il vaccino ricombinante può essere somministrato dai 18 anni e richiede due dosi, generalmente a distanza di 2-6 mesi.

Per le farmacie, le evidenze presentate al congresso SItI rafforzano il ruolo del counselling vaccinale, soprattutto nei confronti dei pazienti cronici. E anche quello della somministrazione diretta, destinato ad ampliarsi con l’estensione dei servizi vaccinali territoriali. In Lombardia la vaccinazione in farmacia è stata inserita quest’estate nel nuovo Piano regionale e dovrebbe partire da metà novembre, nelle Marche l’anti-zoster rientra già nell’offerta delle farmacie aderenti e in Puglia è prevista una fornitura di 10mila dosi nell’ambito dell’accordo regionale con Federfarma e Assofarm. «La Lombardia conferma la scelta di fare perno anche sulle farmacie per la prevenzione vaccinale» commenta Annarosa Racca, presidente di Federfarma regionale  «e alla luce di quanto riscontrato con vaccinazione antinfluenzale, anti-covid e anti-pneumococcica ne rafforza il ruolo di prossimità. Rimaniamo un asset imprescindibile per la sanità territoriale».