Una targa per ricordare il farmacista che, partendo da un piccolo laboratorio, inventò uno dei prodotti più popolari della cucina italiana. È stata scoperta lunedì 12 ottobre ad Agrate Brianza, davanti all’ex stabilimento Star di via Matteotti, la lapide commemorativa dedicata al farmacista Giovanni Nughes, ideatore della formula del celebre dado da brodo. L’iniziativa, promossa dal Circolo Culturale Sardegna di Vimercate, Concorezzo e Monza insieme al Comune e alla famiglia, ha visto la partecipazione del sindaco Simone Sironi, del presidente del Circolo Salvatore Carta e del figlio dell’inventore, Francesco.
Nato nel 1908 a Santu Lussurgiu, in provincia di Oristano, Nughes si laureò in Farmacia all’università di Genova e successivamente si trasferì in Lombardia. Nel dopoguerra aprì a Robecco sul Naviglio, nel Milanese, un piccolo laboratorio farmaceutico nel quale, accanto alle preparazioni tradizionali, cominciò a sperimentare formulazioni destinate all’alimentazione.
Fu proprio in quel laboratorio che mise a punto un concentrato a base di estratto di carne, verdure e sale, capace di insaporire rapidamente brodi e altre preparazioni. Un’intuizione che anticipava le esigenze di un’Italia in piena trasformazione, nella quale la crescente diffusione dei prodotti alimentari industriali avrebbe progressivamente modificato le abitudini domestiche.
All’inizio la produzione era interamente artigianale e coinvolgeva tutta la famiglia. Nughes preparava personalmente il composto, mentre la moglie sovrintendeva alle lavorazioni. Per ottenere cubetti di dimensioni uniformi, il farmacista aveva persino costruito uno speciale attrezzo metallico che consentiva di tagliare il prodotto in porzioni regolari.
La svolta arrivò dall’incontro con Danilo Fossati, imprenditore della famiglia proprietaria della Star. Convinto delle potenzialità commerciali dell’invenzione, Fossati raggiunse un accordo con Nughes per acquisirne il brevetto. Secondo quanto raccontato dal figlio Francesco, il compenso pattuito prevedeva il riconoscimento di 3,50 lire per ogni dado venduto.
Nughes lasciò quindi il proprio laboratorio per entrare nell’azienda come direttore tecnico e di produzione, contribuendo alla crescita industriale del marchio. Il successo del dado accompagnò l’espansione della Star, che nel 1962 inaugurò il grande stabilimento di Agrate Brianza, destinato a diventare uno dei principali poli occupazionali del territorio, arrivando a impiegare oltre quattromila persone.
L’inventiva del farmacista sardo, tuttavia, non si esaurì con il dado. Al suo contributo vengono ricondotti anche altri prodotti entrati nella storia dell’industria alimentare italiana, dalla camomilla solubile Sogni d’oro al Gran Ragù, fino alla passata di pomodoro Pummarò. Innovazioni accomunate dalla capacità di tradurre la ricerca sulle formulazioni e sui processi produttivi in alimenti pratici, destinati al consumo quotidiano.
Una vocazione all’innovazione trasmessa anche al figlio Francesco, entrato in Star nel 1962 e successivamente coinvolto nello sviluppo di altri prodotti di successo, tra cui Estathé, i succhi di frutta in confezione Tetra Pak e le prime preparazioni alimentari liofilizzate in busta.
Nughes morì nel 1974, lasciando in azienda anche il ricordo di un uomo generoso e attento ai dipendenti. Il figlio ha raccontato che, in occasione del proprio onomastico, era solito far arrivare in stabilimento un camioncino della Motta per offrire gelati ai lavoratori.