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Corte dei conti, sanità regionali in rosso per 2,3 miliardi nel 2025

17 Ottobre 2026

I conti della sanità regionale peggiorano e il disavanzo complessivo, prima delle coperture, raggiunge nel 2025 i 2,3 miliardi di euro, quasi 800 milioni in più rispetto all’anno precedente. È il quadro che emerge dalle analisi della Corte dei conti, illustrate il 12 ottobre nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026. In dodici mesi il saldo negativo dei sistemi sanitari regionali è aumentato del 51,8%, passando da circa 1,5 a 2,3 miliardi, con un peggioramento di 795,2 milioni di euro.

A registrare l’incremento più marcato sono le sette Regioni sottoposte a Piano di rientro – Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia – dove il disavanzo è più che triplicato, passando dai 197 milioni del 2024 ai 677 milioni del 2025. L’aumento è di 481 milioni, pari al 245%, e porta l’incidenza di questi territori sul deficit nazionale dal 12,8 al 29,1%.

Il dato più significativo, tuttavia, riguarda le Regioni non sottoposte a Piano di rientro, nelle quali continua a concentrarsi la parte prevalente dello squilibrio finanziario. Il loro disavanzo sale infatti da 1,34 a 1,65 miliardi di euro, con un incremento del 23,5%. In altri termini, oltre sette euro su dieci del deficit sanitario nazionale sono riconducibili a sistemi regionali che operano al di fuori dei programmi straordinari di risanamento. Una circostanza che conferma come le difficoltà di bilancio non siano più circoscritte ai territori storicamente più fragili.

L’analisi geografica della magistratura contabile evidenzia un peggioramento diffuso in tutte le aree del Paese. Nelle Regioni a statuto ordinario il disavanzo complessivo raggiunge circa 1,6 miliardi di euro, contro i 973 milioni del 2024, con un incremento del 63,2%. L’aumento più consistente in termini assoluti si registra nel Mezzogiorno, dove il saldo negativo passa da 335 a 638 milioni di euro. Ma crescono anche i disavanzi del Centro, da 179 a 342 milioni, e del Nord, da 460 a 608 milioni.

Non sono risparmiate neppure le Regioni a statuto speciale e le Province autonome, che nel loro complesso registrano un deficit di 741 milioni, contro i 561 milioni dell’anno precedente (+32,1%). Anche in questo caso il peggioramento è concentrato prevalentemente nel Mezzogiorno, dove il disavanzo sale da 386 a 544 milioni.

Il quadro assume particolare rilevanza alla vigilia della prossima legge di Bilancio, sulla quale è già aperto il confronto tra Governo e Regioni. Queste ultime hanno chiesto risorse aggiuntive per la sanità pari a 6,8 miliardi nel 2027 e a 18 miliardi complessivi nel triennio 2027-2029. La stessa Corte dei conti ha rilevato che, a legislazione vigente, l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil è destinata a scendere dal 6,4% del 2026 al 6,3% nel triennio successivo, mentre il finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale passerà dal 6,14% al 5,78% del Pil entro il 2029.