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Fumo, l’Iss: in Italia cala consumo di sigarette ma preoccupano nuove mode

3 Giugno 2026

Cala il consumo di sigarette tradizionali, ma la nicotina continua a circolare attraverso nuovi prodotti che trovano terreno fertile soprattutto tra donne e giovani. È il quadro che emerge dalle ultime rilevazioni dell’Istituto superiore di sanità (Iss), diffuse in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio, che evidenziano come il calo del fumo convenzionale non si traduca in una riduzione altrettanto marcata del consumo complessivo di nicotina.

Tra gli adulti di età compresa tra 18 e 69 anni diminuisce infatti in modo significativo l’uso esclusivo delle sigarette tradizionali, mentre aumentano le persone che utilizzano sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Di conseguenza, la quota complessiva di consumatori di prodotti contenenti nicotina rimane sostanzialmente stabile. Secondo l’Iss, il fenomeno interessa in misura crescente il pubblico femminile, che mostra livelli di utilizzo dei nuovi dispositivi superiori rispetto al passato.

Particolarmente rilevante è il dato che riguarda i più giovani. Le indagini realizzate nei primi mesi del 2026 dal Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss su oltre 12 mila studenti italiani indicano che nell’ultimo mese ha utilizzato prodotti contenenti tabacco o nicotina il 5,9% degli studenti tra 11 e 13 anni, pari a circa 93 mila ragazzi, e il 37,1% degli adolescenti tra 14 e 17 anni, corrispondenti a circa 850 mila studenti.

La sigaretta elettronica risulta il prodotto più diffuso nelle fasce giovanili: la utilizza il 5,2% degli studenti delle scuole secondarie di primo grado e il 30,8% dei ragazzi tra 14 e 17 anni. L’Iss segnala inoltre un crescente coinvolgimento delle ragazze. Tra gli 11 e i 13 anni il consumo interessa il 6,9% delle femmine contro il 4,8% dei maschi; nella fascia 14-17 anni la differenza diventa ancora più marcata, con il 44,2% delle ragazze che dichiara l’utilizzo di prodotti contenenti nicotina rispetto al 30,3% dei coetanei maschi.

Un altro elemento evidenziato dagli esperti riguarda il cosiddetto policonsumo, ossia l’utilizzo contemporaneo di più prodotti contenenti nicotina. L’Iss rileva che il fenomeno è in crescita e che aumenta anche l’uso quotidiano tra gli 11 e i 13 anni, segnale che l’esposizione alla nicotina tende a consolidarsi già nelle fasce d’età più basse.

Nel commentare i risultati, il presidente dell’Iss, Rocco Bellantone, ha sottolineato la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione, richiamando l’attenzione anche sulla diffusione di prodotti più recenti come i sacchetti contenenti nicotina, che si stanno affacciando con crescente evidenza sul mercato. Secondo l’Istituto, l’evoluzione delle abitudini di consumo richiede strategie di sanità pubblica capaci di tenere conto non soltanto delle sigarette tradizionali, ma dell’intero panorama dei prodotti che veicolano nicotina.

I dati italiani si inseriscono in un contesto europeo che continua a destare preoccupazione. Come ricordato dall’Organizzazione mondiale della sanità in occasione della stessa ricorrenza, l’Europa registra i più elevati livelli di consumo femminile di tabacco e di sigarette elettroniche tra gli adolescenti a livello mondiale.