Accesso anticipato ai farmaci innovativi, riduzione del payback per le aziende che investono in Italia e riordino della legislazione farmaceutica. Sono i tre interventi sui quali il Governo punta per rafforzare la competitività del settore e migliorare l’accesso alle terapie. A ribadirlo è stato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che in un’intervista rilasciata a Quotidiano Sanità a margine del 47° Congresso nazionale della Sifo, in corso a Roma, ha illustrato le misure contenute nella legge di Bilancio 2027 e le prospettive della politica farmaceutica nazionale.
Il primo capitolo riguarda l’accesso precoce ai medicinali destinati al trattamento di patologie gravi e invalidanti, per le quali non esistono alternative terapeutiche valide. La manovra introduce per il triennio 2027-2029 una procedura sperimentale finanziata con una quota fino a 70 milioni di euro annui, ricavati attraverso una rimodulazione delle risorse già disponibili nel Fondo per i farmaci innovativi. «Saremo tra i primissimi Paesi in Europa a mettere a disposizione dei pazienti un percorso alternativo di accesso terapeutico» ha sottolineato Gemmato, indicando nella misura uno degli strumenti per accelerare la disponibilità delle nuove cure.
Il secondo intervento riguarda il payback farmaceutico. Dal 2027 la manovra prevede una riduzione del contributo richiesto alle imprese che effettuano investimenti aggiuntivi in Italia, fino a un massimo complessivo di 160 milioni di euro annui. Le minori entrate delle Regioni saranno compensate attraverso un apposito fondo statale. L’obiettivo, ha spiegato il sottosegretario, è «mitigare la contribuzione da parte dell’industria farmaceutica al payback, dando un vantaggio competitivo a quelle multinazionali che investono e fanno ricerca in Italia».
Secondo Gemmato, la leva degli incentivi agli investimenti può risultare più efficace di una competizione basata esclusivamente sui prezzi dei medicinali, soprattutto alla luce delle forti differenze tra il mercato statunitense e quello europeo. Creare condizioni favorevoli alla ricerca e alla produzione sul territorio nazionale, ha osservato, può rappresentare un fattore di attrazione per le compagnie internazionali.
Accanto alle misure economiche, il Governo punta sul Testo unico della legislazione farmaceutica per superare la frammentazione normativa accumulata nel corso dei decenni. «Oggi il tema è quello di dare certezza a chi investe e a chi fa ricerca in Italia» ha dichiarato Gemmato, ricordando che parte dell’attuale impianto legislativo risale agli anni Trenta. Il riordino dovrebbe assicurare agli operatori un quadro regolatorio più organico, stabile e prevedibile.