Il rinnovo dei piani terapeutici potrà essere gestito attraverso la televisita, nei casi clinicamente appropriati, secondo un percorso organizzativo articolato in sei fasi, dal monitoraggio delle scadenze alla refertazione. È quanto prevede il nuovo modello operativo pubblicato da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sulla Piattaforma nazionale di telemedicina (Pnt), con l’obiettivo di fornire a Regioni e aziende sanitarie indicazioni comuni per organizzare la rivalutazione a distanza dei pazienti in trattamento farmacologico. Tra i destinatari del documento figurano espressamente anche i «farmacisti coinvolti nei percorsi prescrittivi e di dispensazione», accanto a medici specialisti, medici di medicina generale, pediatri, infermieri e altri professionisti sanitari.
Il modello, aggiornato al 22 ottobre 2026, nasce dall’esigenza di rendere più tempestivi i rinnovi dei piani terapeutici, soprattutto per i pazienti cronici, riducendo gli accessi ambulatoriali non necessari e il rischio di interruzioni delle cure. Agenas precisa che la televisita non modifica i criteri clinici e prescrittivi stabiliti dalla normativa e dall’Aifa, ma costituisce una diversa modalità di erogazione della rivalutazione, subordinata alla verifica delle condizioni di appropriatezza e sicurezza. La decisione sul rinnovo resta di competenza del medico autorizzato alla prescrizione.
Il percorso delineato dall’Agenzia comincia dal monitoraggio delle scadenze. Le strutture sanitarie dovrebbero attivare il processo indicativamente almeno 30 giorni prima della scadenza del piano terapeutico, utilizzando sistemi informatici, avvisi automatici o procedure organizzative interne. In questa fase il medico verifica preliminarmente l’idoneità del paziente alla televisita, la disponibilità della documentazione clinica e l’eventuale necessità di una valutazione in presenza. Quando la rivalutazione a distanza non risulta appropriata, il paziente viene indirizzato al percorso ambulatoriale tradizionale.
Segue la preparazione della televisita, con la prescrizione della prestazione, la prenotazione, l’arruolamento del paziente sulla piattaforma di telemedicina e l’invio delle istruzioni per accedere all’ambulatorio virtuale. È prevista l’acquisizione dei consensi richiesti e della documentazione sanitaria necessaria. Il modello contempla anche una fase preliminare asincrona, durante la quale il paziente può trasmettere esami e referti oppure compilare questionari sull’andamento dei sintomi, sui benefici della terapia e sull’eventuale comparsa di effetti indesiderati.
Durante la televisita, lo specialista verifica l’identità del paziente e procede alla rivalutazione clinica, esaminando la documentazione disponibile, l’aderenza terapeutica, l’efficacia del trattamento, gli eventuali eventi avversi e la permanenza dei criteri che giustificano la prescrizione. Se le informazioni raccolte non consentono una decisione adeguata, può richiedere ulteriori accertamenti o programmare una visita in presenza.
Una particolare attenzione viene riservata ai pazienti fragili e alle terapie salvavita. Qualora il collegamento video non sia possibile, ma il medico disponga già della documentazione clinica necessaria, il rinnovo può comunque essere valutato, a discrezione del prescrittore e nel rispetto delle disposizioni applicabili. In questo caso, precisa Agenas, la prestazione non viene classificata come rinnovo effettuato in televisita.
Terminata la rivalutazione, il medico registra l’esito nella documentazione clinica e, dove disponibile, nella piattaforma di gestione dei piani terapeutici. Può quindi confermare il trattamento, modificarlo, sospenderlo oppure decidere di non rinnovare il piano. L’esito viene comunicato al paziente e reso disponibile ai professionisti coinvolti nel percorso assistenziale. La procedura si conclude con la redazione del referto, nel quale devono figurare la valutazione effettuata, la decisione terapeutica, le eventuali prescrizioni e le indicazioni per i controlli successivi. Il documento viene registrato nei sistemi aziendali e reso disponibile nel Fascicolo sanitario elettronico secondo le disposizioni vigenti.
Il documento dedica inoltre un capitolo alla governance del servizio, raccomandando alle aziende sanitarie di individuare una funzione di coordinamento, eventualmente affidata alle Centrali operative territoriali, per programmare le attività e raccordare le strutture coinvolte. Tra le indicazioni figurano l’istituzione di agende dedicate ai rinnovi, l’integrazione tra piattaforme di telemedicina, sistemi di prenotazione, registri Aifa e Fascicolo sanitario elettronico, nonché la formazione del personale sugli aspetti organizzativi, tecnologici e di protezione dei dati. Tre checklist accompagnano il modello per verificare le dotazioni delle strutture, l’arruolamento dei pazienti e i requisiti preliminari alla televisita.
Agenas propone anche un sistema di monitoraggio basato su indicatori quali la percentuale di rinnovi completati entro la scadenza, i tempi di attesa, il numero di televisite effettuate, la quota di pazienti che completano il percorso e la diffusione del servizio tra le strutture autorizzate. È prevista inoltre la rilevazione della soddisfazione degli assistiti, con particolare attenzione alla facilità di accesso e all’utilizzo degli strumenti digitali.
Il modello prende infine in esame alcune esperienze regionali già avviate o in corso di sviluppo. Nel Lazio vengono utilizzate agende dedicate e questionari preliminari compilabili a distanza; in Lombardia l’integrazione tra piattaforma regionale dei piani terapeutici e infrastruttura di telemedicina consente di programmare anticipatamente i rinnovi; in Toscana sono presenti sia percorsi con agende dedicate, sia modelli nei quali il rinnovo viene effettuato nell’ambito delle televisite di controllo.