Il Governo è disponibile a valutare, durante l’esame parlamentare della Manovra 2027, un anticipo al prossimo anno dell’innalzamento del tetto di spesa farmaceutica per acquisti diretti, attualmente previsto dal 2028. L’apertura arriva dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, intervenuto a Latina alle celebrazioni per i 50 anni di Johnson & Johnson in Italia. Una disponibilità subordinata, tuttavia, alla possibilità di individuare le necessarie coperture finanziarie e di mantenere gli equilibri complessivi della legge di Bilancio.
«Alle imprese che chiedono di anticipare l’innalzamento del tetto sulla farmaceutica diretta al 2027» ha spiegato Gemmato «rispondo che il Governo in fase di iter parlamentare cerca di equilibrare tutte le spese: qualora vi fosse la possibilità di farlo, massima apertura perché si tratta di rispondere alle esigenze dei cittadini e corrispondentemente dell’industria farmaceutica». La decisione, ha precisato il sottosegretario, spetterà comunque al Parlamento.
Il riferimento è alla disposizione contenuta nel disegno di legge di Bilancio, che dal 2028 prevede un incremento di 0,2 punti percentuali del tetto per gli acquisti diretti, corrispondente a circa 300 milioni di euro aggiuntivi. Una misura che punta ad ampliare le risorse disponibili per la spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale non convenzionata, sulla quale si concentrano gli sfondamenti più consistenti e i conseguenti oneri di ripiano a carico delle aziende.
Nel suo intervento, Gemmato ha ricordato anche le altre misure della Manovra destinate al settore farmaceutico. Tra queste, lo stanziamento di 160 milioni di euro a beneficio delle imprese che investono in Italia in ricerca e sviluppo, attraverso un meccanismo premiale applicato al calcolo del payback. L’obiettivo, ha spiegato, è sostenere le aziende che contribuiscono alla produzione nazionale e alla creazione di occupazione qualificata.
Il sottosegretario ha poi richiamato l’introduzione dell’early access, per il quale la legge di Bilancio stanzia 70 milioni di euro, destinati a favorire l’accesso precoce dei pazienti ai medicinali particolarmente innovativi.
A sostegno degli interventi, Gemmato ha citato infine il peso economico dell’industria farmaceutica italiana, prima in Europa per valore della produzione, con 74 miliardi di euro complessivi, dei quali 69,2 miliardi destinati all’esportazione. «Difendiamo chi oggi produce e fa ricerca in Italia dando occupazione di qualità», ha concluso.