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Payback acquisti diretti, debutta il nuovo criterio di riparto: come funziona

31 Ottobre 2026

Ammonta a 2,38 miliardi di euro il payback che le aziende farmaceutiche dovranno versare alle Regioni per lo sfondamento del tetto di spesa degli acquisti diretti nel 2025, quantificato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in 4,77 miliardi. Le cifre sono contenute nella metodologia di ripiano approvata dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia il 28 ottobre, che applica per la prima volta su base annuale il nuovo meccanismo di distribuzione introdotto alla fine del 2024 e disciplinato dal decreto interministeriale del 4 febbraio 2025. Un sistema che modifica sensibilmente la ripartizione delle risorse tra i territori, premiando in parte le Regioni più popolose e in parte quelle che hanno registrato gli sfondamenti maggiori.

La questione interessa da vicino anche le farmacie territoriali. Negli ultimi anni, infatti, il continuo superamento del tetto degli acquisti diretti ha alimentato in diverse Regioni la tendenza a intervenire sulla distribuzione dei medicinali, spostando prodotti dalla convenzionata alla distribuzione diretta o per conto per contenere i costi. Il payback rappresenta una compensazione finanziaria di questi sfondamenti, ma la sua distribuzione non coincide necessariamente con l’entità della spesa eccedente sostenuta da ciascuna amministrazione.

Per il 2025, Aifa ha calcolato una spesa per acquisti diretti di medicinali di classe A e H, al netto dei payback già contabilizzati e delle categorie soggette a regole specifiche, pari a 16 miliardi di euro, contro un tetto di 11,24 miliardi, corrispondente all’8,3% del finanziamento sanitario nazionale. Lo sfondamento ammonta dunque a 4,77 miliardi, dei quali il 50%, ossia 2,38 miliardi, deve essere ripianato dall’industria.

 

 

La novità riguarda soprattutto la distribuzione delle somme tra le Regioni. Fino alla modifica normativa del 2024, il riparto seguiva il criterio della popolazione residente. Il nuovo sistema prevede invece che il 50% del payback sia assegnato su base demografica e l’altro 50% in proporzione agli sfondamenti regionali. Il decreto del febbraio 2025 ha inoltre introdotto due correttivi: la quota complessiva attribuita a ciascun territorio non può superare il 70% né scendere sotto il 30% del relativo sfondamento.

 

 

L’applicazione concreta mostra differenze significative. La Campania, che registra lo sfondamento più elevato, pari a 678 milioni di euro, riceverà 286 milioni di payback, corrispondenti al 42,2% dell’eccedenza. Il Lazio, con uno sfondamento di 511 milioni, recupererà 243 milioni, ossia il 47,5%. L’Emilia-Romagna, che supera il tetto di 478 milioni, incasserà 211 milioni, il 44,2%.

Diverso il caso della Lombardia, che a fronte di uno sfondamento di 398 milioni riceverà quasi 279 milioni, pari al 70%. È proprio il correttivo massimo a contenere l’importo inizialmente calcolato per la Regione, che avrebbe superato i 300 milioni. Lo stesso limite interviene per Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento. Le somme sottratte ai tre territori, circa 23 milioni complessivi, vengono redistribuite alle altre amministrazioni. Nessuna Regione, invece, scende sotto la soglia minima del 30%.

Tra gli altri risultati, il Veneto riceverà 169 milioni a fronte di uno sfondamento di 288 milioni, con una copertura del 58,6%; la Sicilia 174 milioni su 316, pari al 55,2%; il Piemonte 162 milioni su 310, pari al 52,3%. La percentuale più bassa si registra in Sardegna, dove il payback coprirà soltanto il 39,3% dello sfondamento, pari a 236 milioni.

Il nuovo criterio non assicura dunque a ciascuna Regione il recupero della metà della propria eccedenza, ma redistribuisce il ripiano nazionale combinando peso demografico e andamento della spesa. Una distinzione rilevante anche nel confronto sulle politiche regionali di distribuzione del farmaco: il payback riduce l’onere finanziario degli acquisti diretti, ma non elimina gli sfondamenti né garantisce che le risorse recuperate si traducano in un alleggerimento delle misure adottate sulla convenzionata.

Gli importi determinati da Aifa saranno versati direttamente dalle aziende farmaceutiche alle Regioni e Province autonome secondo le rispettive quote di mercato. Il termine previsto è di trenta giorni dalla comunicazione delle somme dovute. I valori pubblicati dall’Agenzia rappresentano pertanto gli importi assegnati ai territori, non necessariamente quelli già materialmente incassati.