Aumento di 0,2 punti percentuali del tetto per la spesa farmaceutica degli acquisti diretti dal 2028 e sconto sul payback fino a 160 milioni di euro annui per le aziende che investono in Italia, già a partire dal ripiano relativo al 2026. Sono le principali misure per il comparto farmaceutico contenute nel disegno di legge di Bilancio 2027-2029, nel testo bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato. Il provvedimento, che ora attende l’esame del Parlamento, definisce anche i requisiti del voucher sanitario da 300 euro per gli anziani e introduce un meccanismo sperimentale per l’accesso precoce ai farmaci innovativi.
In particolare, l’articolo 71 dispone che dal 2028 il tetto degli acquisti diretti venga incrementato di ulteriori 0,2 punti percentuali rispetto a quanto già stabilito dalla legge di Bilancio precedente. Per il 2027, dunque, non sono previste modifiche ai tetti, mentre per il 2028 non vengono dati dettagli sulle risorse che andranno a finanziare l’aumento dello 0,2% sugli acquisti diretti (non viene indicato né un incremento della spesa farmaceutica totale né una contrazione della convenzionata per la stessa percentuale). L’intervento punta a contenere lo sfondamento della spesa per i medicinali acquistati direttamente dalle strutture del Servizio sanitario nazionale e, di conseguenza, gli oneri di ripiano a carico dell’industria.
Più articolata la misura che premia gli investimenti delle imprese farmaceutiche. Dal 2027 la quota di payback dovuta alle Regioni potrà essere ridotta per un importo complessivo massimo di 160 milioni di euro all’anno, a condizione che le aziende abbiano realizzato investimenti aggiuntivi rispetto all’anno precedente. Gli ambiti ammessi comprendono innovazione farmaceutica, sperimentazione clinica, produzione di medicinali, sviluppo tecnologico e attività logistiche e commerciali di rilevanza strategica. Gli investimenti dovranno rafforzare capacità produttive, competenze o infrastrutture stabilmente localizzate in Italia.
Le modalità di valutazione saranno definite con un decreto interministeriale entro il 31 marzo 2027. La riduzione spettante a ciascuna impresa sarà determinata annualmente dal Ministero delle imprese e del made in Italy, mentre un apposito fondo statale da 160 milioni annui compenserà le Regioni per i minori introiti. Il beneficio si applicherà anche agli investimenti effettuati nel 2026 e al relativo payback.
Sul finanziamento del Ssn, l’articolo 69 quantifica in 2,365 miliardi l’incremento del fabbisogno sanitario nazionale standard per il 2027, che sale di altri 2,352 miliardi nel 2028 e di 2,399 miliardi annui dal 2029. Il testo chiarisce però che una parte delle risorse è già destinata a interventi specifici: 500 milioni annui per aggiornare le tariffe dei ricoveri ospedalieri per acuti, 100 milioni nel 2027 per Alzheimer e demenze, 300 milioni per prestazioni aggiuntive finalizzate a ridurre le liste d’attesa e 380 milioni per rafforzare le indennità del personale dei pronto soccorso. Soltanto 138 milioni dell’incremento 2027 sono espressamente lasciati alla libera disponibilità delle Regioni. Una ripartizione che conferma la necessità di distinguere l’aumento complessivo del finanziamento sanitario dalle risorse effettivamente disponibili per il calcolo dei tetti farmaceutici.
Il voucher sanitario per gli anziani assume invece la forma di una Carta da 300 euro, finanziata con 1,645 miliardi nel 2027. Potranno beneficiarne i titolari di pensioni o assegni previdenziali e assistenziali di importo complessivo non superiore a 28mila euro annui nel 2025, che abbiano compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026. La Carta sarà utilizzabile per acquistare beni e prestazioni sanitarie, ma sarà un decreto attuativo, da emanare entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge, a individuare le spese ammesse e le condizioni di accreditamento degli esercizi commerciali, delle strutture e dei professionisti sanitari. Gli importi riconosciuti non saranno imponibili né rileveranno ai fini dell’Isee.
Tra le altre disposizioni, l’articolo 72 destina fino a 70 milioni annui, nel triennio 2027-2029, a un programma sperimentale di accesso precoce ai farmaci innovativi per patologie gravi e invalidanti prive di valide alternative terapeutiche. Le risorse saranno ricavate dal fondo già esistente per i medicinali innovativi, senza nuovi stanziamenti. Le procedure saranno definite con decreto ministeriale entro febbraio 2027.
Infine, per i dispositivi medici il tetto nazionale di spesa salirà al 4,7% dal 2027. Lo Stato contribuirà inoltre al ripiano relativo agli anni 2019-2023 con 350 milioni annui dal 2028 al 2031, alleggerendo gli oneri delle aziende fornitrici. Si tratta, anche in questo caso, di disposizioni ancora soggette a possibili modifiche durante l’iter parlamentare.